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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La statua, del XVIII sec., era collocata nella nicchia posta al centro della Chiesa di Sant'Agostino, oggi Auditorium "F. Scarfiotti", sopra l'altare dedicato al Santo di Tolentino.  Dai documenti dell'Archivio Storico Comunale risulta che era stata donata agli Agostiniani di Monte Santo (antico nome di Potenza Picena) nel 1729 dal nobile santese Cav. Tommaso della Torre, molto devoto al Santo di Tolentino, che l'aveva acquistata in Ancona. 

Informazioni sullo stato della conservazione

L'opera, alta circa 180 cm., è stata realizzata con essenza legnosa di cirmolo, ha le articolazioni superiori snodabili, con le parti a vista policrome. Nel viso e nelle mani è presente un incarnato, ai piedi indossa scarpe di colore nero che si ripete nelle calze che arrivano fin sotto le ginocchia. Ad una prima indagine visiva, si può ben vedere che l'opera non ha subito precedenti interventi di restauro o manutenzione di qualsiasi genere. La pellicola pittorica risulta essere opaca ed ingiallita. La presenza di insetti xilofagi ha lasciato pesante traccia sull'opera ed ha causato delle perdite di materiale. Nella mano destra ci sono tre dita staccate, una delle quali è andata perduta.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Apertura al pubblico su appuntamento o in occasione di visite guidate nel periodo estivo.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 2.004,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Parte lignea:

- depolveratura meccanica della superficie del fronte e del retro da depositi incoerenti attraverso l'utilizzo di pennelli a setola morbida e microaspiratore,

-applicazione su tutta la superficie, a pennello o con siringa, di disinfestante a base di permetrina con successiva quarantena in ambiente chiuso ermeticamente,

-consolidamento delle parti lignee ammalorate con resina acrilica tipo Paraloid,

-risarcimento di piccole fessure o mancanze con l'inserimento di tasselli della stessa essenza legnosa,

-pulitura della superficie con prodotti miscelati in parti uguali come 3A (acqua acetone alcool),

-rimozione meccanica a bisturi di eventuali residui tenaci,

-stuccatura delle cadute di preparazione e dei buchi di tarli, almeno in alcune zone particolarmente compromesse, eseguita con l'applicazione di stucco a base di gesso di Bologna e colla di coniglio o Araldite, nelle parti più grandi,

-reintegrazione pittorica ad acquarello

-vernicuatura di protezione finale.