I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Un recentie scavo (dicembre 2017-febbraio 2019) effettuato dalla SABAP VR, RO, Vi nella bassa pianura veronese ha portato alla luce, all'interno e sulle sponde di un antico paleoalveo, importantissime tracce di una necropoli con caratteristiche peculiari ed eccezionali, sia per la lunga epoca di frequentazione dell'area sepolcrale, attualmente ipotizzabile solo a livello preliminare, sia per le tipologie dei riti sepolcrali e i materiali di corredo recuperati.

Allo stato attuale delle ricerche, questo rinvenimento si configura come l'unica e più importante necropoli rinvenuta in Italia settentrionale  per la quale si possa ipotizzare una continuità di utilizzo tra età Campaniforme (2500-2200 anni BC) ed età del Bronzo (2200-1150 BC).

Lo scavo della necropoli di Nogarole Rocca ha portato alla luce più di 40 sepolture, probabilmente in antico sovrastate da tumoli di terra (circa 25), tipologia ben conosciuta in Europa in necropoli coeve dell'età del Rame e del Bronzo Antico. Il rito sepolcrale non è uniforme, sia per la fase Campaniforme che per l'età del Bronzo si può parlare di biritualismo:alcuni individui venivano infatti cremati, altri invece inumati in posizione anatomica diversa, probabilmente a seconda della fase cronologica di deposizione.

Le sepolture hanno restituito, tra i corredi, materiali archeologici di straordinaria rilevanza.

L'importanza del rinvenimento di Nogarole non è solamente legata alla rarità del tipo di rinvenimento, ma anche alla dimensione europea e dunque internazionale dei rinvenimenti attribuiti al Campaniforme, di cui attualmente costituisce, per quanto riguarda il numero di sepolture rinvenute, il principale rinvenimento dell'Italia settentrionale. Il cosiddetto fenomeno del Bicchiere Campaniforme presenta una distribuzione, in ambito europeo, su un'area che dalla Scozia raggiunge la Sicilia e perfino il Marocco, e dal Portogallo la Polonia,ed è appunto primariamente connotato dagli alti recipienti per bevande, i caratteristici vasi o bicchieri campaniformi, deposti come corredo all'interno delle tombe. Lo studio di questo contesto permetterà dunque promuovere il rinveniento di Nogarole Rocca in ambito non solo italiano ma soprattutto europeo.

Informazioni sullo stato della conservazione

I reperti ceramici sono stati prelevati sia integri o ricomponibili, sia in frammenti. Particolarmente complesso è il restauro dei reperti integri o poco compromessi perchè, essendo stati prelevati in blocco, è necessario procedere al microscavo  del terreno/deposito in essi ancora contenuto e presente.

Tutti gli elementi in metallo sono in precario stato di conservazione.

Lo stato di conservazione delle ossa è variabile e in generale pittosto frammentario.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

I reperti attualmente si trovano presso il deposito della Soprintendenza di Verona.

Dopo il restauro saranno resi fruibili.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 65.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Progetto di Restauro

L’eccezionalità del contesto archeologico di Nogarole Rocca impone, terminate le operazioni di scavo, di procedere urgentemente con altre fondamentali e imprescindibili fasi ai fini dello studio delle evidenze emerse e della loro valorizzazione e divulgazione attraverso l’allestimento di una mostra dedicata e alla progettazione della loro esposizione permanente.

Il restauro effettuato tramite la raccolta fondi consentirà di proporre per l'esposizione tutti i materiali restaurati.

L’intervento conservativo progettato, che si concentrerà sui reperti in ceramica, sui reperti in metallo e sui reperti osteologici, è funzionale alla messa in sicurezza dei reperti e al loro restauro, per consentirne una conservazione immediata.

Allo stato attuale, per quanto concerne la ceramica, il materiale di Nogarole costituisce il più numeroso nucleo di bicchieri campaniformi dell’Italia settentrionale; associati a questi vi sono boccali e bicchieri non decorati.

Per l’età del Bronzo antico e forse medio/recente sono presenti numerosi vasi: pochi quelli deposti come corredo, molti invece deposti ritualmente all’interno dei tumuli (e non come corredo), oltre ad alcuni utilizzati come urne cinerarie.

L’intervento conservativo prevederà tre fasi principali:

  • messa in sicurezza dei reperti;
  • prelievi per indagini diagnostiche;
  • restauro.

Per la fase di restauro si interverrà con le seguenti attività:

Reperti ceramici

  • microscavo;
  • indagini diagnostiche;
  • pre-consolidamento e pulitura meccanica e chimica;
  • riassemblaggio e incollaggio;
  • integrazione delle zone lacunose;
  • consolidamento e protezione finale.

Tutte le attività sopraindicate dovranno essere documentate fotograficamente: si dovrà documentare lo stato di fatto, le fasi in corso di restauro e lo st


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 7.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Progetto di Restauro

L’eccezionalità del contesto archeologico di Nogarole Rocca impone, terminate le operazioni di scavo, di procedere urgentemente con altre fondamentali e imprescindibili fasi ai fini dello studio delle evidenze emerse e della loro valorizzazione e divulgazione attraverso l’allestimento di una mostra dedicata e alla progettazione della loro esposizione permanente.

Il restauro effettuato tramite la raccolta fondi consentirà di proporre per l'esposizione tutti i materiali restaurati.

L’intervento conservativo progettato, che si concentrerà sui reperti in ceramica, sui reperti in metallo e sui reperti osteologici, è funzionale alla messa in sicurezza dei reperti e al loro restauro, per consentirne una conservazione immediata.

Per quanto concerne i reperti in metallo si evidenzia che quelli attualmente conosciuti ed analizzati provenienti da siti datati a questa fase preistorica di metallurgia ancora ‘incipiente’ sono rarissimi.

A Nogarole sono stati rinvenuti una lama di pugnale ed elementi di ornamento da una tomba campaniforme, oltre a due lame di pugnale da due sepolture di Bronzo antico.

Fondamentale l’analisi della loro composizione chimica e isotopica, che permetterà di conoscere le differenze tra metallo utilizzato nel campaniforme quello utilizzato nell’età del Bronzo. Quest’ultimo potrebbe presentare una composizionie chimica precedente all’uso della lega rame-stagno, ovvero del bronzo, o potrebbero essere tra i più antichi reperti in bronzo ben datati.

L’intervento conservativo prevederà tre fasi principali:

  • messa in sicurezza dei reperti;
  • prelievi per indagini diagnostiche;
  • restauro.

Per la fase di restauro si interverrà con le seguenti attività:

Reperti in metallo

  • microprelievi e indagini diagnostiche (composizione chimica e isotopica);
  • pulitura meccanica e chimica;
  • trattamento corrosione;
  • consolidamento e protezione finale.

 


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 26.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Progetto di Restauro

L’eccezionalità del contesto archeologico di Nogarole Rocca impone, terminate le operazioni di scavo, di procedere urgentemente con altre fondamentali e imprescindibili fasi ai fini dello studio delle evidenze emerse e della loro valorizzazione e divulgazione attraverso l’allestimento di una mostra dedicata e alla progettazione della loro esposizione permanente.

Il restauro effettuato tramite la raccolta fondi consentirà di proporre per l'esposizione tutti i materiali restaurati.

L’intervento conservativo progettato, che si concentrerà sui reperti in ceramica, sui reperti in metallo e sui reperti osteologici, è funzionale alla messa in sicurezza dei reperti e al loro restauro, per consentirne una conservazione immediata.

L’archivio biologico costituito dai resti osteologici delle sepolture potrà consentire i più svariati studi (cronologia 14C, mobilità, paleodieta e salute, DNA) su un contesto che permette, per la prima volta nello stesso sito, una lettura diacronica dei dati e quindi dei cambiamenti in una delle fasi cruciali di passaggio della preistoria al suo scadere, ovvero del passaggio tra preistoria e protostoria.

L’intervento conservativo prevederà tre fasi principali:

  • messa in sicurezza dei reperti;
  • prelievi per indagini diagnostiche;
  • restauro.

Per la fase di restauro si interverrà con le seguenti attività:

Reperti osteologici

  • indagini diagnostiche (datazioni 14C, mobilità, paleodieta e salute, DNA);
  • restauro e ricomposizione delle sepolture più significative ai fini della loro valorizzazione.

Tutte le attività sopraindicate dovranno essere documentate fotograficamente: si dovrà documentare lo stato di fatto, le fasi in corso di restauro e lo stato a fine lavori dei reperti.

Tutti gli interventi dovranno essere condotti da un restauratore di beni culturali qualificato ai sensi dell'art. 29 co. 6 D.Lgs. 42/04 e s.m.i. e concordati con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di VR, RO, VI.