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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Villa Mondragone è una delle dodici Ville Tuscolane realizzate dalla nobiltà papale nel XVI secolo in agro di Frascati, attualmente situata nel territorio del comune di Monte Porzio Catone, nei Castelli Romani.

La storia edilizia della Villa inizia nel 1567 quando il Cardinale Marco Sitico Altemps acquista da Ranuccio Farnese, Cardinale di Sant’Angelo, una villa, già del cardinale Ricci di Montepulciano, chiamata Angelina in omaggio al titolo cardinalizio del Farnese. Questo edificio verrà ridenominato Villa Tusculana e, dopo la costruzione di Villa Mondragone, sarà la Villa Vecchia.

Il primo imponente nucleo di Villa Mondragone, sorto sulle rovine di epoca imperiale della Villa dei Quintili, consoli romani fino al 151 d.C., viene fatto edificare tra il 1572 ed il 1574 su disegno dell’allievo del Vignola, Martino Longhi il Vecchio. La Villa prende il nome il nome di Mondragone in onore, appunto, del drago che campeggia sullo stemma papale di Gregorio XIII (nato Ugo Boncompagni). La Villa in quegli anni diviene ambita meta di personaggi legati alla corte pontifica e teatro di importanti avvenimenti, tra cui nel 1582, l’evento storico dell’emanazione della Bolla di istituzione del Calendario Gregoriano da parte del Papa Gregorio XIII.

Nel 1613 il Cardinale Scipione Caffarelli Borghese (nipote di Paolo V) acquista la Villa ed altre proprietà dal Duca Giovannangelo Altemps, erede del consistente patrimonio del nonno Cardinale. Inizia così la seconda importante fase dei lavori a Mondragone al fine di ristrutturare ed ampliare la proprietà Altemps, i cui lavori vengono affidati al fiammingo Giovanni Vasanzio.

Fino al 1741 la Villa gode di fama e splendore, successivamente inizia un periodo di declino durato fino al 1896, data in cui diviene proprietà dei Gesuiti e sede di un prestigioso convitto. Infine la Villa è ceduta, da parte dei Gesuiti, all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel 1981. Tale scelta è dettata dalla volontà dei Padri Gesuiti di continuare la missione culturale, scientifica e pedagogica che da sempre ha caratterizzato la Villa.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nel 1983 iniziano i lavori di ristrutturazione della Villa su progetto dell’Università. Vengono intrapresi una serie di interventi di adeguamento statico, di restauro, di valorizzazione della zona archeologica e di verifica ed ampliamento impiantistico. Tali lavori rendono agibile parte del piano a livello corte, utilizzata negli anni come centro Convegni dell’Università.

In occasione del Giubileo del 2000, il Comune di Monte Porzio Catone inoltra alla Provincia di Roma una richiesta di finanziamento per la ristrutturazione della Villa. La Commissione di Roma Capitale approva nel 1996 la richiesta per un importo di circa 8 miliardi di lire. Con tali fondi l’ufficio tecnico dell’Università avvia lavori che rendono agibili e fruibili la quasi totalità del piano a livello corte e parte della foresteria al secondo piano.L’area attualmente attivata, adibita ad attività congressuali, è di circa 4000 mq.

Il più recente progetto di tutela e riqualificazione della villa si pone l'obiettivo di proteggere dal degrado e recuperare diversi elementi architettonici e scultorei di grande valore storico-artistico, tra i quali risalta la Fontana dei Draghi sulla Terrazza del Belvedere, oltre al raro ciclo ariostesco di affreschi del Cinquecento che decora i soffitti delle sale del piano nobile del Palazzetto della Retirata.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Villa è attualmente adibita ad eventi culturali e scientifici per Università, Enti di Ricerca ed Aziende. Sono previste visite guidate nel fine settimana previo appuntamento. Contatti al sito www.villamondragone.it

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 40.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il palazzetto Altemps-Orsini detto “la Retirata” di Villa Mondragone fu costruito tra il 1576 ed il 1579 dal cardinale Marco Sittico Altemps, a circa cento metri di distanza dal Casino Segreto, il primo nucleo della villa, per destinarlo al giovane figlio Roberto in occasione delle sue nozze con Cornelia Orsini.

Sul piano nobile del palazzetto della Retirata, tre sale che per i soggetti raffigurati sono denominate Sala dei paesaggi, Sala dell’Orlando furioso e Sala dei cavalieri, si caratterizzano per la preziosa decorazione pittorica delle volte condotta con la tecnica a fresco, che ha parzialmente permesso il mantenimento della vividezza e dello splendore dei pigmenti.

La volta della sala centrale detta dell’Orlando furioso, in particolare, è la più riccamente affrescata della Retirata e presenta quella che è ad oggi considerata come una delle rare decorazioni cinquecentesche a fresco, ispirate all’omonimo poema ariostesco, nel territorio italiano centro-meridionale. Differentemente da altre dimore nobiliari, il ciclo di Mondragone raffigura episodi della storia d’amore di Ricciardetto e Fiordispina, tutti insolitamente tratti dallo stesso canto XXV, probabilmente in tema con la destinazione della stanza ad uso privato dei giovani sposi.

FINALITÀ DEL PROGETTO DI RESTAURO

Il restauro degli affreschi della Retirata ha lo scopo di ripristinare la corretta lettura dell’impianto decorativo, al momento abbondantemente compromesso.

Esso permetterà, inoltre, di procedere con più sicurezza all’identificazione di tutti i pittori che sono intervenuti nella decorazione e di migliorare la codifica dei soggetti e dei modelli iconografici. Sarà quindi possibile ricomporre una lettura unitaria del ciclo pittorico e dei suoi significati allegorici.

STATO DI CONSERVAZIONE

Le problematiche conservative delle volte affrescate della Retirata riguardano ampi fenomeni di alterazioni cromatiche e disgregazione e polverizzazione dell’intonaco. In concomitanza con queste aree, sono riscontrabili gli esiti di pregresse infiltrazioni d’acqua. Sono rilevabili anche cadute di intonaco ed un quadro fessurativo diffuso su vaste superfici, specialmente negli angoli di calotta della volta della Sala dei paesaggi e su tutta la volta della Sala dei cavalieri.

FASI INIZIALI DELL’INTERVENTO DI RESTAURO

  • Ricerca storico-artistica condotta su documenti d’archivio e sulle fonti primarie;
  • Allestimento del cantiere di restauro con ponteggi e predisposizione dell’impianto elettrico;
  • Campagna di indagini diagnostiche.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 60.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La Fontana dei Draghi di Villa Mondragone fu realizzata durante la più intensa fase dei lavori commissionati dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese a Villa Mondragone, che culminarono negli anni tra il 1618 ed il 1621.

Protagonista della terrazza principale di Villa Mondragone, detta Terrazza del Belvedere, la fontana è caratterizzata dal disegno della vasca sostenuta dai draghi ed il suo progetto è stato ricondotto all’architetto olandese Jan van Santen, noto come Giovanni Vasanzio.

Molto si può ancora scoprire e raccontare, grazie al restauro, riguardo a questa fontana, che è considerata come uno dei manufatti d’arte e d’architettura più preziosi e significativi, in primis dal punto di vista storico, dell’intero complesso monumentale di Mondragone.

 

FINALITÀ DEL PROGETTO DI RESTAURO

Il restauro della Fontana dei Draghi di Villa Mondragone permetterà di apprezzarla di nuovo nei suoi dettagli scultorei, che non hanno nulla da invidiare alle più belle fontane barocche di Roma.

Esso si presenterà, inoltre, come l’occasione per eseguire ulteriori ricerche sulla fontana, con particolare riferimento alla sua efficacia retorica nel contesto borghesiano di riferimento, da condurre attraverso tutti gli strumenti critici della storia dell’arte, a cominciare dai documenti d’archivio e dalle altre fonti primarie fino alle indagini diagnostiche che saranno eseguite sull’opera prima dell’intervento.

STATO DI CONSERVAZIONE

Le problematiche conservative della fontana riguardano sia gli elementi decorativi sia quelli plastici-strutturali.

In particolare, si sono riscontrate mancanze di alcuni elementi come la testa di uno dei draghi e parte della vasca superiore, oltre a numerose fessurazioni, alcune di entità maggiore, in particolare una che interessa il lato sud-est del vascone mistilineo. Sono evidenti interventi pregressi di restauro che hanno perso la loro funzionalità o mostrano alterazioni, e che hanno anche alterato la plasticità originaria di alcuni elementi.

Il gradino sagomato e la pavimentazione presentano aree di disgregazione e disconnessione e le superfici della fontana sono interessate da fenomeni di biodeterioramento.

FASI PRINCIPALI DELL’INTERVENTO DI RESTAURO

  • Ricerca storico-artistica condotta su documenti d’archivio e sulle fonti primarie;
  • Campagna di indagini diagnostiche;
  • Messa in sicurezza, consolidamento e ripristino della funzionalità idrica;
  • Pulitura e disinfezione;
  • Ricostruzione e restauro;
  • Ricostruzione del vascone e impermeabilizzazione;
  • Restauro della pavimentazione.