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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’edificio è una villa costruita nel 1920 dall’architetto eclettico Lamont Young, lungo le rampe che dal Chiatamone conducono al Monte Echia. La costruzione, sottoposta al muro di contenimento della caserma Nino Bixio, ha pianta poligonale irregolare e si affaccia sull’intero golfo.

La villa si sviluppa su cinque livelli a ridosso e ad incastro nel banco tufaceo del Monte Echia; così che i due livelli basamentali, risultano di superficie inferiore ai tre superiori.

L’intera struttura dell’edificio è in conci di tufo con spessori murari variabili, per rispondere alle esigenze di una modellazione articolata degli spazi interni: centrale all’intera composizione è la torre rivestita da bugne in Pumicea Vesuviana e con contrafforti d’angolo ottagonali che svettano oltre il solaio di copertura. La torre ha una posizione centrale nell’edificio evi corrisponde ,all’interno, la scala semicircolare dicomunicazione verticale tra il 4° e 5° livello che termina in alto in una gradevole loggia ornata di colonnine realizzate, come tutte le decorazioni di falsa pietra, in conglomerato cementizio ed inerti lapidei selezionati.

Il prospetto principale, caratterizzato da due contrafforti alla base, è realizzato in pietra vesuviana a faccia vista ed è sormontato da due torri ottagonali interrotte da elementi marcapiano che ne segnano la scansione orizzontale. L’intera facciata presenta in maniera asimmetrica terrazzi, finestre, verande, elementi eclettici ripresi da stili disparati: archi a sesto acuto, ovali, elementi vetrati policromi, loggiati lignei, il tutto inserito su pietra a faccia vista e corredato da stucchi ed elementi marmorei.

Dopo la seconda guerra mondiale la villa ha subito parziali trasformazioni.

Nel 2000 un incendio ha distrutto totalmente gli arredi originari, tra essi anche la scala interna in legno e ferro, e ha fortemente danneggiato gli ultimi livelli.

Informazioni sullo stato della conservazione

L’edificio oggi versa in uno stato di totale abbandono, infatti i danni arrecati dall’incendio del 12 Marzo 2000 hanno determinato un grado di devastazione: le strutture murarie portanti sono in generale in buone condizioni a meno di interventi di consolidamento puntuali là dove il fuoco ha creato maggiori danni agli arredi in legno, in particolare nei varchi passanti e nelle finestre.

Diversa è la condizione statica dei solai che costruiti con travetti di acciaio e scheggioni di tufo presentano notevoli punti critici per l’inconsistenza delle malte e lo snervamento del ferro compromettendone seriamente la staticità.

Il fuoco ha distrutto tutti gli arredi di pregio della villa , ha distorto gli elementi in ferro non portanti, fuso i vetri, bruciato gli infissi e le porte interne , le boiseries ed i controsoffitti della torre centrale anch’essi in legno e materiali pregiati.

All’interno della villa sono ancora presenti, tuttavia, tracce del pavimento musivo in marmo bianco e rosso. I pavimenti in legno di abete sono in parte conservati ma con ampi settori bruciati e parti mancanti.

Le pareti interne conservano tracce delle precedenti pitturazioni su intonaco ad ornamento delle porte e probabilmente ad ornamento di zoccolature o di paraste come nel caso del locale di ingresso.

Le lesioni negli intonaci rimasti, in calce e pozzolana, sono diffuse e notevole è la presenza di umidità da infiltrazioni.

Il soffitto è ancora ben visibile a meno di determinate aree bruciate dall’incendio.

Totalmente distrutto il controsoffitto in legno del vano centrale della scala e delle stanze adiacenti.

I due giardini laterali alla villaversano in profondo stato di degrado.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L’immobile non è attualmente accessibile.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 5.500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto di recupero di villa Ebe (1227 m. di superficie utile, più 720 m. tra giardini e terrazze) prevede il rigoroso recupero filologico delle parti ancora riconoscibili come originarie, integrando con armoniosi innesti le parti irrimediabilmente danneggiate agli ultimi piani. La destinazione d’uso prevista è “casa del turista ”, un punto d’informazione con servizi di accoglienza e promozione di iniziative culturali, una libreria e una mediateca. Inoltre sono stati previsti sul terrazzo di copertura che ospiterà il solarium, un moderno periscopio per mostrare a 360 gradi lo spettacolo del golfo, una scultura di Mimmo Paladino che evoca la sirena Partenope e un ristorante di alta cucina.