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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il museo conserva parte dei reperti rinvenuti nella Necropoli di Val Fondillo, nel territorio di Opi. Nella struttura si trovano esposti resti di corredi, armi e vasellame. Una importanza particolare riveste la tomba numero 8, ricostruita per intero nella sua parte ossea e con l'intero corredo funebre completo di pugnale, spada lunga sfoderata con elsa a crociera (unico esemplare rinvenuto nella necropoli), lancia con punta in ferro e asta di legno, oltre a due lamine bronzee assimilabili alle manicae.

La Necropoli, risalente al IV-V sec. a.c. è riferibile alle popolazioni safine che abitavano la zona, appartenenti alla più ampia famiglia dei sanniti. Gli scavi effettuati nel 1994 hanno permesso di riportare alla luce un primo nucleo di tombe. Delle 47 tombe riportate alla luce, nel 66% dei casi queste erano costituite da cassoni in lastre di pietra calcarea, mentre nel restante 34% dei casi si tratta di semplici fosse terragne. Le tombe erano disposte in una o più file parallele e concentriche, con tutta probabilità appartenenti a tre diversi clan familiari. Delle 47 tombe ben 11, le più ricche, presentavano all’esterno un ripostiglio formato da lastre e grossi ciottoli, che proteggeva il corredo ceramico costituito in genere da una grossa olla oltre a vasi minori quali ciotole, tazze, anforette. Il corredo personale era formato per gli uomini più ricchi da oggetti metallici: armi da difesa (dischi corazza e manicae) e da offesa (gladi a stami, pugnali, lance, giavellotti spade), per le donne da originali ornamenti (chatelaines, dischi decorati a traforo, pendagli, bracciali, anelli, collane in ambra)  

Informazioni sullo stato della conservazione

Gli oggetti in bronzo rinvenuti nelle tombe di Opi si presentano in uno stato di conservazione piuttosto buono, con poche lacune fatta eccezione per uno strato di incrostazione calcarea tenace e spessa, tanto da impedire l’articolazione di alcuni elementi mobili quali ad esempio le catenelle. I ferri mostrano una forte ossidazione con superfici corrose e sfogliate. Il vasellame ceramico in molti casi è frammentario e lacunoso, particolarmente fragile poiché realizzato con un impasto piuttosto friabile. I bronzi esposti sono stati restaurati asportando le incrostazioni calcaree, manualmente attraverso l’uso di bisturi e di un ablatore ultrasonico, effettuato in modo da non alterare la patina nobile del metallo. Dopo la prima azione meccanica i reperti sono stati sottoposti a processi chimici inibitori della corrosione attiva. I reperti in ferro, asciugati in un forno ad aria, sono stati incollati con colla ipossidica poi puliti con bisturi e microsabbiatrice. Data la fragilità dei reperti ceramici la pulizia è stata effettuata con bisturi e batuffoli di cotone, ciascun frammento è stato poi sottoposto a bagno consolidante e infine ricostruito, anche mediante integrazione dei singoli vasi. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il museo è aperto dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. tutti i giorni nel periodi di alta stagione e di maggiore afflusso turistico, il sabato e la domenica durante le restanti parti dell'anno.

L'ingresso è gratuito

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

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FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 50,000.00 €

Dopo aver dotato il nostro paese di un museo archeologico il nostro intento è ora quello di farlo crescere e valorizzarlo, per ospitare un numero sempre maggiore di reperti e farne un luogo attrattore per il nostro paese. I fondi raccolti saranno utilizzati per: Allestimento di vetrine per l’esposizione di nuovi reperti  Allestimento di una sala dedicata ai minerali e alla geologia del territorio  Allestimento di una sala video e proiezioni  Arredo terrazza panoramica  Fornitura di nuovi servizi  Dotazione di merchandising  Stampa catalogo  Iniziative di valorizzazione siti archeologici della Val Fondillo e Casali di Opi