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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La Torre Spagnola di Portoscuso è adagiata su un'altura che domina il piccolo centro marittimo, tra la piccola cala della Ghinghetta e la scogliera di Porto Paleddu, una localizzazione strategica da cui è possibile mantenere il contatto visivo con la torre di Guardia Mori a Carloforte e la Torre di Calasetta.

Venne fatta erigere dai conquistatori spagnoli nel periodo tra il 1577 ed il 1594 come difesa contro l’invadente potenza dei Saraceni i quali, fin dai tempi delle Repubbliche Marinare, costituivano un continuo pericolo sia per i naviganti sia per i paesi costieri, che vivevano nel terrore di possibili saccheggi. La torre appartiene alla categoria delle cosiddette "torri gagliarde" (difesa pesante): si trattava delle torri più grosse e, dall'inventario eseguito nel 1767 dal Ripol, risulta che queste erano dotate di quattro cannoni di grosso calibro, due spingarde e cinque fucili. Con una guarnigione di quattro torrieri comandati da un Alcaide, la torre divenne una struttura indispensabile per vigilare sull’ampio specchio di mare dell’arcipelago Sulcitano. Ricostruita nel 1636 dopo l’ennesimo assalto da parte dei Mori, fu oggetto di successivi interventi nel 1760 e poi tra il 1842 ed il 1880, dopo essere stata trasformata in Caserma della Guardia di Finanza. Ha una forma troncoconica con un diametro di 21 m e un’altezza di 16 m ed è costituita da un solo vano illuminato da 8 feritoie radiali con l’apertura di accesso rivolta verso l’entroterra; realizzata in tufo e trachite della zona, ha un unico portale d'ingresso a 3,5 metri dal suolo, raggiungibile da una scala a 16 gradini. La muratura è realizzata secondo la cosiddetta tecnica a "cassetta" o a "doppia cortina", cioè costituita da due paramenti murari, uno esterno e uno interno, fatti in pietre non squadrate e allettati con malta bastarda, mentre l'interstizio tra i due setti veniva riempito con un impasto di pietre e malta. Per la sua realizzazione furono utilizzati lave e tufi vulcanici della zona. L’ampio vano principale, con pavimentazione in cocciopesto, è coperto da una volta emisferica intonacata su quattro costoloni in pietra a vista ed è occupato al centro dal pozzo che conduce all’ambiente sottostante destinato a cisterna e deposito; le sole parti costruite con pietra squadrata sono i pilastri e le nervature a costoloni di irrigidimento. Con la dismissione della caserma della Guardia di Finanza la Torre di Portoscuso, di proprietà demaniale ed in consegna alla Soprintendenza, è stata riconosciuta di importante interesse culturale ai sensi dell'allora vigente L. 1089/39 con D.M. del 10/06/1974. Già da alcuni anni la Torre è stata concessa in uso alla locale Pro Loco per lo svolgimento di varie attività culturali all’interno della sala principale (mostre temporanee d’arte, concerti, conferenze), mentre al livello superiore è stata allocata una raccolta di oggetti legati all’attività della pesca del tonno.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il progetto di recupero si sviluppa secondo tre lotti principali e successivi: il primo è mirato a risanare le murature esterne che si presentano in stato di avanzato degrado perché piuttosto evidenti sono i segni dell’erosione da parte del maestrale e dell’aerosol marino e, con lo stesso intervento, si intende procedere al risanamento delle superfici esterne del gabbiotto della Dogana in copertura.

Parallelamente, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Portoscuso che sta procedendo al recupero delle aree esterne circostanti, si provvederà a realizzare un impianto di illuminazione esterna finalizzato alla valorizzazione del monumento anche nelle ore notturne.

 

Con il secondo lotto, invece, si intende procedere al restauro degli spazi interni (consolidamento strutturale, demolizione di intonaci cementizi e successivo rifacimento con materiali compatibili, restauro o sostituzione degli infissi lignei), oltre alla completa revisione, integrazione e messa a norma degli impianti tecnici che risultano obsoleti ed inadeguati.

Una volta completato il restauro del fabbricato storico si intenderebbe procedere al potenziamento dell'offerta culturale, con un aggiornamento dei contenuti attuali, la creazione di nuove strutture espositive e di nuovi sistemi di comunicazione, anche di tipo multimediale.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente è prevista la sola apertura nel periodo estivo.

Mese di giugno: tutti i giorni dalle 16,30 alle 20,30.

Mesi di luglio e agosto: tutti i giorni dalle 16,30 alle 20,30 e dalle 21,30 alle 23,30.

Al mattino il sito è visitabile su appuntamento.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 150.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Con questo primo lotto si prevede inizialmente una fase conoscitiva fondamentale per il monumento, consistente nel rilievo geometrico interno ed esterno con il laser scanner ed un set di analisi fisico-chimico-meccaniche sui materiali costituenti la struttura per indagarne la composizione e gli stati di alterazione e degrado. Di seguito si propone l’intervento sulle superfici esterne, originariamente intonacate ma oggi con il paramento lapideo a vista, che presentano forti i segni dell’erosione da parte del maestrale e dell’aerosol marino (significativo svuotamento dei giunti e degrado superficiale della pietra con fenomeni diffusi di decoesione e scagliatura); contestualmente si provvederà anche al risanamento delle superfici esterne del gabbiotto della Dogana. Infine si provvederà a realizzare un impianto di illuminazione esterna per la valorizzazione – anche notturna - del monumento.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 100.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il secondo lotto riguarda invece gli spazi interni, interessati dall’esposizione museale e fortemente degradati nelle pareti e nella volta. È prevista la demolizione ed il rifacimento degli intonaci cementizi, il risanamento dei costoloni della volta, la sostituzione degli infissi e la completa revisione, integrazione e messa a norma degli impianti tecnici.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 60.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il terzo ed ultimo lotto propone la revisione completa del sistema museale, con un nuovo progetto culturale di aggiornamento dei contenuti attuali, la creazione di nuove strutture espositive e di nuovi sistemi di comunicazione, anche di tipo multimediale.