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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La statua raffigurante San Giovanni Nepumuceno fu eseguita nel 1793, su incarico del Duca Ferdinando di Borbone, dallo scuoltore veronese, Gaetano Cignaroli, autore delle statue che ornano la facciata della Real Chiesa di San Liborio. L'opera era collocata all'inizio del "ponte nuovo" sul torrente Parma, edificato  da Raffaele Cugini tra il 1790 e il 1791, su progetto di Giuseppe Cocconcelli.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il manufatto in oggetto attualmente si trova collocato in un magazzino comunale in

seguito alla sua rimozione avvenuta nell’anno 2005 per motivi legati al forte pericolo di crollo

a causa delle precarie condizioni statiche del basamento.

Statua e basamento sono gravati da un notevole degrado caratterizzato da sporco superficiale

coerente derivante da deposito particellare di polveri e fumi dovuti ad agenti inquinanti

quali smog e residui di piogge acide con evidenti croste nere, nonché da una forte e

diffusa presenza patina ed incrostazioni biologiche (muschi, licheni) che ne ricopre gran parte

della superficie.

E’ rilevante il forte distacco degli elementi costitutivi il basamento che attualmente è

tenuto insieme da grappe metalliche e cinghie di tensione a cricchetto. Esse testimoniano la

successione di scelte manutentive che nel corso degli anni si sono prese per evitare crolli,

senza peraltro riuscire ad affrontare in maniera definitiva e risolutiva il problema.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La statua attualmente si trova conservata nei magazzini comunali in attesa di restauro

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 31,240.00 €

Ipotizzando un concreto lavoro di restauro si può oggettivamente considerare una differenziazione di intervento che valuti tre tipologie di difficoltà: 1. basso degrado: manufatti con sporco superficiale ed attacco biologico. Piccole fessurazioni. 2. medio degrado: idem come sopra con aggiunta di distacchi in numero non superiore a cinque pezzi. 3. forte degrado: idem come sopra con distacchi in numero superiore a cinque (manufatti caduti e frantumati in numerosi frammenti) Su tutti va considerata una serie di operazioni preliminari comuni.

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 31,240.00 €

. OPERAZIONI DI RESTAURO. a. La prepulitura da attuarsi su tutta la superficie, sarà realizzata con pennellesse morbide o altri strumenti idonei per la rimozione di depositi superficiali incoerenti. b. Il preconsolidamento atto a recuperare la coesione di quelle parti di materiale lapideo decoeso, disgregato o polverizzato . c. Operazioni di disinfezione e controllo dei biodeterogeni con applicazioni di specifici biocidi, che previa esecuzione di saggi, assicurino una effettiva efficacia nei confronti dei microrganismi biodeterogeni (funghi,alghe e licheni) presenti. d. Operazioni di rimozione meccanica di stuccature in malte non congrue a quelle originali. In questa fase saranno rimossi anche gli elementi metallici non idonei. Fasi di Intervento. e. Completamento delle operazioni di consolidamento della pietra, dove questa è decoesa o disgregata, con applicazioni idonee di silicato di etile (Estel 1000 ditta CTS) in maniera di ricostituire la matrice silicea del materiale. f. Pulitura delle zone, puntualmente individuate, in cui siano presenti croste nere, macchie e depositi superficiali di particellato, in funzione dell’entità del deposito, è prevista la pulitura ad impacchi, con idonei supportanti imbevuti di sali inorganici (carbonato d’ammonio), oppure la pulitura mediante idrolavaggio con sistema a bassa pressione, granulato finissimo e acqua. La pulitura dovrà essere eseguita in modo da permettere una idonea asportazione dei depositi più compatti calibrando il “grado” di pulitura. g. Operazioni di riadesione di frammenti staccati mediante incollaggio con resine epossidiche ed eventuale inserimento di perni in acciaio inox o vetroresina. h. Stuccatura delle connessioni tra i vari elementi in pietra e delle fessurazioni. Le malte saranno a base di calce idraulica naturale 5), polvere di marmo e dovranno essere del tutto simili al materiale lapideo da integrare. i. Trattamento protettivo finale mediante stesura di protettivo