I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La costruzione del complesso monastico di Santa Eufemia della Fonte prende avvio nel 1008, quando il vescovo di Brescia Landolfo fonda questo monastero affidandolo ai monaci benedettini.

La storia racconta che i benedettini si instaurarono in questa zona per realizzare importanti azioni di controllo e canalizzazione delle acque.

Quanto la zona fosse un’importante asse di comunicazione lo dimostra anche la vicinanza del Naviglio che, diramandosi dal fiume Chiese fino a Gavardo, lambisce Santa Eufemia per addentrarsi nella bassa orientale.

I benedettini approfittarono di queste acque sia per costruire lavatoi e mulini che per l’utilizzo in agricoltura.

Il Monastero è inizialmente dedicato a San Paterio, ventitreesimo Vescovo di Brescia, agli inizi del settimo secolo, successivamente, viene però introdotta la dedizione a Santa Eufemia, una fanciulla cristiana di Calcedonia, morta martire a soli quindici anni, durante la persecuzione diocleziana.

Nei primi tre secoli di vita la presenza di Santa Eufemia nella realtà bresciana è rilevante, anche se la posizione del complesso monastico lo espone continuamente agli attacchi degli eserciti che vogliono conquistare Brescia.

A partire dal trecento, inizia il periodo del declino: nel 1438, quando Brescia è ormai sotto il dominio della Serenissima, il convento si vedrà infliggere il colpo di grazia. I monaci decidono di abbandonare il monastero e, nel 1444, inizia infatti la costruzione della nuova sede che diverrà la Chiesa di S. Afra in Santa Eufemia.

Le sorti del Monastero non si riprenderanno più e nel 1478 il vecchio convento viene chiuso definitivamente. La presenza di corpi di fabbrica, posteriori al 1478 ed anteriori al 1797, fa ritenere che la conversione in cascina sia stata operata proprio dagli stessi monaci.

Pur rimanendo di proprietà della Curia Vescovile, gli edifici abbandonati dai monaci saranno utilizzati come magazzini fino al 1797, quando Napoleone li assegnerà all’Ospedale Maggiore Nazionale di Brescia che li trasformerà in insediamento rurale.

Dall’Ospedale Maggiore, quello che rimane dell’importante convento passa nel 1979 al Comune di Brescia.

 

Informazioni sullo stato della conservazione

Buono stato di conservazione grazie anche alla ristrutturazione attuata, ed ancora in corso, dall'Associazione Museo Mille Miglia.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 2.840.512,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Ristrutturazione ex Monatero di Sant'Eufemia.