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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Museo Archeologico Nazionale di Egnazia, presso Fasano (BR), di proprietà statale, destinato alla pubblica fruizione, sorge all'esterno delle mura di cinta dell'antica Egnazia, in corrispondenza dell'area occupata dalla necropoli della città. Citata da autori come Plinio, Strabone, Orazio, questa città ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica, grazie alla presenza del porto e della Via Traiana. Il Museo, strettamente correlato all'area archeologica e inserito in un ambito di particolare valenza paesaggistico-ambientale, conserva testimonianze relative alle diverse fasi di vita di questo importante centro della costa adriatica della Puglia, che si evolve e sviluppa su un arco di tempo molto ampio, dal XVI secolo a. C. al XIII secolo d. C. L'importante e ampia collezione archeologica del museo (circa 1200 mq di superficie espositiva) è presentata all'interno di 44 vetrine, corredata da un ricco apparato illustrativo e didattico ed organizzata secondo lo sviluppo temporale, dall'età del Bronzo al periodo Paleocristiano. Il percorso di visita prevede anche la possibilità di osservare diverse aree di necropoli. Tra queste, la necropoli messapica, con tombe a fossa, a semicamera e alcune monumentali tombe a camera ipogee, di età ellenistica, affrescate e decorate, che però attualmente risultano fruibili solo dall'esterno.

Informazioni sullo stato della conservazione

La collezione esposta nel museo (circa 3500 reperti) è costituita da materiale ceramico, lapideo e metallico, che necessita di continui trattamenti di revisione e di monitoraggio conservativi. In particolare, i bronzi hanno bisogno di trattamenti di inibizione e stabilizzazione delle corrosioni e di interventi di incollaggio e consolidamento. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il Museo è aperto al pubblico e visitabile tutti i giorni con orario 8.30 – 19.30.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 12.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

I reperti in bronzo hanno bisogno di trattamenti di inibizione e stabilizzazione delle corrosioni e di interventi di incollaggio e consolidamento. Va segnalato, inoltre, che nelle vetrine non sono presenti i sali di silice, che svolgono una azione deumidificante e che sono necessari per una migliore conservazione dei metalli, assicurando più appropriate condizioni microambientali.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 27.110,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Tomba delle Melagrane fa parte degli ipogei sotterranei meglio preservati, da poter valorizzare e aprire alla visita. Databile fra il IV e il III secolo a.C. , è costituita da un corridoio di accesso a gradini scavati nel tufo e una cella funeraria, con pareti e soffitto affrescati e decorati da motivi policromi di tipo architettonico e vegetale, fra cui rami d’edera e melagrane (da qui il nome). Le pareti intonacate e dipinte e il soffitto della camera funeraria presentano distacchi, alterazioni e vistosi attacchi algali. Necessitano, pertanto, di un intervento di restauro completo (superficie totale mq 70 circa), preceduto da analisi appropriate, che comprenda le seguenti operazioni: consolidamento degli intonaci, fissaggio della pellicola pittorica, disinfezione e trattamento con biocidi, pulitura, reintegrazione delle lacune, applicazione di protettivo. Inoltre, il monumento è privo di un idoneo sistema di illuminazione indiretta degli interni e di un impianto di controllo delle condizioni termoigrometriche e della ventilazione degli ambienti.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 21.455,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Tomba Labate (dal nome dello scopritore), detta anche Tomba della medusa, fa parte degli ipogei sotterranei meglio preservati, da poter valorizzare e aprire alla visita. Databile fra la fine del IV e il II secolo a.C. , è costituita da un corridoio di accesso a gradini scavati nel tufo e una cella funeraria, che presenta all’interno una banchina ricavata nella roccia e intonacata, su cui erano sistemate diverse deposizioni. Le pareti e il soffitto della cella sono affrescati e decorati da motivi policromi: sul soffitto, finte travature lignee, sulla parete, ghirlande, un elmo a pileo, uno scudo con testa di medusa, una pisside. Il restauro degli interni e la sistemazione degli accessi esterni consentirebbero di inserire la struttura in un percorso di visita aggiuntivo dedicato alle “Tombe a camera”, attualmente non praticabili. Le pareti intonacate e dipinte e il soffitto della camera funeraria presentano distacchi, alterazioni e vistosi attacchi algali. Necessitano, pertanto, di un intervento di restauro completo (superficie totale mq 48), preceduto da analisi appropriate, che comprenda le seguenti operazioni: consolidamento degli intonaci, fissaggio della pellicola pittorica, disinfezione e trattamento con biocidi, pulitura, reintegrazione delle lacune, applicazione di protettivo. Inoltre, il monumento è privo di un idoneo sistema di illuminazione indiretta degli interni e di un impianto di controllo delle condizioni termo-igrometriche e della ventilazione degli ambienti.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 21.455,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Tomba 78/1 fa parte degli ipogei sotterranei meglio preservati, da poter valorizzare e aprire alla visita. Il monumento, anch’esso, come gli altri, trovato già depredato, fu in assoluto la prima tomba individuata nell’ambito delle ricerche regolari della necropoli messapica. Databile fra la fine del IV e il II secolo a.C. , è costituita da un corridoio di accesso a cielo aperto e una cella funeraria, con pareti e soffitto intonacati. La tomba è stata riutilizzata per più membri della stessa famiglia, come attesta la nicchia – ossario ricavata in una delle pareti della cella funeraria. Il restauro degli interni e la sistemazione degli accessi esterni consentirebbero di inserire la struttura in un percorso di visita aggiuntivo dedicato alle “Tombe a camera”, attualmente non praticabili. Le pareti intonacate e dipinte e il soffitto della camera funeraria presentano distacchi, alterazioni e vistosi attacchi algali. Necessitano, pertanto, di un intervento di restauro completo (superficie totale mq 55), preceduto da analisi appropriate, che comprenda le seguenti operazioni: consolidamento degli intonaci, fissaggio della pellicola pittorica, disinfezione e trattamento con biocidi, pulitura, reintegrazione delle lacune, applicazione di protettivo. Inoltre, il monumento è privo di un idoneo sistema di illuminazione indiretta degli interni e di un impianto di controllo delle condizioni termo-igrometriche e della ventilazione degli ambienti.