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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’Anfiteatro fu realizzato in epoca romana, tra il I° e II° sec. d.C., per essere sfruttato per rappresentazioni di giochi o lotte fra gladiatori: edificato all’esterno della cinta fortificata per motivi di ordine pubblico, tra il fiume Serchio e la città.

Dopo la caduta dell’Impero la costruzione ricca di marmi, colonne, e materiali lapidei divenne una vera e propria cava di prestito (significativa è la presenza ed il toponimo di piazza degli Scalpellini che si apre all’ingresso occidentale dell’anfiteatro); le colonne e i capitelli vennero usati nella vicina fabbrica del San Frediano, così come i marmi della facciata e i vari dettagli decorativi. Un primo uso diverso da quello originario, documentato da una pergamena del 980 D.C. conservata nell’archivio arcivescovile di Lucca, fu quello di luogo per le assemblee dei longobardi, per cui prese il nome di “parlascio”.

Dalla metà del XVIII secolo in poi si ebbe una sostanziale nuova attenzione nei confronti di tale organismo complesso per gli interessi culturali ed archeologici che stimolava. Il recupero vero e proprio della piazza si deve alla volontà di Carlo Ludovico di Borbone che istituì una commissione di studiosi, presieduta da Antonio Mazzarosa, per seguirne i lavori e dette incarico a Lorenzo Nottolini, di eseguirli allo scopo di spostarvi il mercato.

Nottolini nel ridisegnare la Piazza, eliminò tutti gli elementi presenti all’interno dell’ellisse, ne ridisegnò gli assi principali attraverso l’uso della pavimentazione, in concomitanza dei quali furono posti i quattro accessi, di cui solo il più basso, ricalca esattamente uno degli originari.  Fu aperta la "Via dell'Anfiteatro" che ne ripercorre all'esterno il profilo ellittico ed introdusse una sorta di normalizzazione delle aperture a piano terra e delle finestre ai piani superiori, riquadrandole con cornici dipinte, di gusto neoclassico e in conformità ai criteri estetico-decorativi voluti da Carlo Ludovico di Borbone anche per il resto del centro storico.

Informazioni sullo stato della conservazione

L’Anfiteatro nel corso dei secoli ha subito notevoli e radicali mutazioni che lo hanno portato ad una totale antropizzazione, mantenendo però inalterata la sua forma ellittica. Le facciate sono quasi del tutto intonacate e solo in alcune parti, per lo più prospicenti Via dell’ Anfiteatro sono ancora leggibili le arcate appartenenti alla struttura romana.

L’illuminazione pubblica attuale risulta carente ed inefficiente sia dal punto di vista funzionale che architetturale: i punti luce sono numericamente insufficienti per le dimensioni della piazza e la tecnologia utilizzata risulta dispendiosa al livello energetico e causa di notevole inquinamento luminoso.

Il restauro della Piazza non può che comprendere la sua riqualificazione dal punto di vista illuminotecnico, al fine di eliminare tutti gli inutili elementi tecnologici insistenti sulle facciate, sostituendoli con elementi meno impattanti dal punto di vista architettonico, ma con prestazioni più adeguate. La luce può essere considerata come uno strumento critico di conoscenza della città, grazie alla sua natura selettiva; essendo in grado di esaltare i particolari e di riproporre ciò che è stato dimenticato dal passato, per questo può essere considerata come una componente sostanziale di interventi di riqualificazione e di restauro.

L’utilizzo di tecnologie innovative oltre ad un alto risparmio energetico permetterebbe una gestione dinamica e controllata di tutte le attività culturali e rappresentative che si svolgono all’interno nella piazza, al fine di evitare i numerosi interventi temporanei e mobili che si rendono necessari ogni qual volta vi sia una nuova installazione. Per ottenere un'immagine coordinata della città notturna è indispensabile attuare una vera e propria regia della luce, attraverso la quale è possibile tenere in considerazione, non solo i contesti ambientali, ma anche delle relazioni sociali e simboliche.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Piazza dell'Anfieatro è sempre aperta e fruibile dai cittadini.

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 200,000.00 €