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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

In questa sede ci si limiterà a riportare un quadro storico sommario della facciata prospiciente la Piazza Matteotti, oggetto dell'attuale intervento. Nel XVIII secolo fu realizzato un intervento riguardante l'arricchimento architettonico dell'ingresso al palazzo comunale, con l'inserimento in nicchia sormontata da baldacchino, di una statua della Vergine con Bambino in marmo e della raffigurazione dei due santi protettori di Imola all'interno di cornice marmorea, il tutto scandito da lesene a partire dal balcone del piano  nobile sino al cornicione. Il magnifico apparato fu inaugurato il 7 novembre 1713. L'intervento mostra il palazzo già a tre piani fuori terra come attualmente si trova, ma questi doveva presentare una facciata talmente povera e dimessa da indurre solo pochi decenni dopo gli amministratori di metter, nuovamente, mano al palazzo. Nel 1754 il Consiglio approvò un progetto con doppio ingresso, uno sulla piazza principale ed uno su via Pescarie,l’attuale via Mazzini, lasciando inalterato il volto detto degli Sbirri. Per mancanza di mezzi nel 1764 l’opera non era stata ancora completata. Nell'agosto del 1768 l’incarico di continuare i lavori fu affidato a Cosimo Morelli che li completerà nel 1771. L’esterno è costituito da un largo prospetto con ingresso asimmetrico; all’altezza del piano nobile sporge un balcone ondulato, sorretto da quattro colonne ioniche, di cui le due centrali con basamento posto di spigolo. L’abate Villa rileva che nella facciata il Morelli “impiegò vari marmi della vecchia facciata e la statua di marmo della Beata Vergine, che dicesi fosse fatta erigere a spese della nobile casa Troni”, collocandola però “nel terzo piano... che era una volta più abbasso”.

Informazioni sullo stato della conservazione

In considerazione della tipologia di intervento e del valore dell'edificio su cui si intende intervenire, l'analisi dello stato di fatto e la metodologia di approccio sono state studiate in collaborazione con un esperto restauratore, specializzato in conservazione e restauro di beni artistici e che ha provveduto ad eseguire rilievi e saggi per indagare la morfologia, la natura dei materiali, le tecniche di applicazione e l'evoluzione dei cromatismi dei diversi elementi che compongono la facciata.  Bisognerà tenere inoltre nella giusta considerazione tutti i precedenti interventi, come ad esempio quello molto importante del 1864 affidato al Signor Francesco Calacca, nel corso del quale venne ricostruito in arenaria, ma nel rispetto del disegno originale, praticamente tutto il cornicione e fascione sottogronda, furono collocate balaustre e banchine, anch’esse in arenaria, alle finestre del secondo piano e le fasce orizzontali furono ricostruite in mattoni tagliati e lisciati, e gli intonaci sostituiti con nuovi a base di calce del fiume Santerno. In ultimo vennero eseguite le tinteggiature e inseriti i pluviali ed i canali di gronda.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L'edificio detinato ad ospitare le funzioni Istituzionali e parte della struttura tecnico/amministrativa dell'Ente è normalmente aperto al pubblico il martedì giovedì e sabatp dalle 8.30 alle 12.30 ed il giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 19.654.525,18 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Gli interventi previsti nel presente progetto riguardano il palazzo “vecchio” del Comune di Imola (ora sede del Municipio), in particolare interessano la facciata prospiciente la Piazza Matteotti. La presente relazione ha lo scopo di illustrare una serie di opere che l’Amministrazione intende svolgere al fine di salvaguardare il “valore d’immagine” dell'edificio storico. L’intervento si propone di riportare in luce, basandosi sugli esiti delle indagini eseguite, tutte le parti con relative finiture ascrivibili con certezza alla conformazione di facciata dovuta all’intervento dell’architetto Morelli nel 1771. Si intende nondimeno riportare gli accostamenti cromatici alla primitiva armonia, eliminando tutte le improprie ridipinture che nel tempo ne hanno completamente modificato l’equilibrio. Per fare ciò non solo si riproporranno le tonalità giuste di colore, ma, quanto più possibile, anche la natura dei materiali e le tecniche di applicazione.