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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa conosciuta anche come Chiesa Madonna del Piaggio, costituisce un'importante testimonianza di arte romanica, sia per la sua vetusta origine risalente al VIII - IX secolo, sia per gli affreschi del XII secolo che vi sono conservati. Si erge su uno sperone di roccia sulla sponda destra del torrente Ovesca e si presenta oggi con una struttura architettonica curiosamente composta da due chiese con absidi binate sovrapposte. In assenza di documenti storici, si può solo congetturare che la chiesa primitiva sia stata interrata da un'alluvione prodotta dallo straripamento del torrente Ovesca, e che pertanto si sia deciso, nel corso dell'XI secolo, di procedere alla costruzione di una nuova chiesa in posizione più elevata, con due navate che si appoggiano perfettamente sopra quelle dell'antica costruzione, con un'aula unica che si estende ad ovest accordandosi alle sporgenze rocciose. Si procedette a questo scopo al rafforzamento delle aule sottostanti con un pilastro centrale e con volte a crociera, adottando soluzioni che ricordano quella delle cripte. La chiesa fu oggetto di ulteriore ingrandimento verso la fine del XVI secolo, aprendo nel muro meridionale due archi in modo da mettere in comunicazione la chiesa con un'altra navata più piccola coperta da volte a crociera, dove si è poi appoggiata la sacrestia. Una nuova porta fu aperta nel 1878 nella parete settentrionale destinata a fungere da ingresso principale.

Informazioni sullo stato della conservazione

L’edificio, che si trova in discrete condizioni di conservazione, è stato oggetto di ispezioni visive condotte in tutti i componenti strutturali. Nel complesso murario non si sono riscontrati danni strutturali. Inoltre la copertura, gli intonaci esterni non mostrano particolari segni di degrado da umidità, distacchi, depositi e disgregazione. La decorazione pittorica presenta affreschi e decorazioni risalenti al secolo XII - inizio secolo XIII. Le antiche mura, un tempo interamente sepolte sono state solo parzialmente recuperate con la realizzazione di un’intercapedine eseguita a cavallo degli anni 50-60 del secolo scorso. Queste mura, che sono absidi gemelle appartenenti al nucleo più antico della chiesa, sono a loro volta state realizzate in epoche differenti. La prima, sulla destra risale al primo impianto dell’VIII-IX secolo e possiede un elemento tipico della decorazione architettonica dello stile Carolingio, piuttosto raro in Piemonte. Esaminando l’interno dell’intercapedine si nota una piccola scaletta di pietra. A seguito di eventi alluvionali, il vicino torrente Ovesca esondando ha trasportando notevoli quantità di detriti e causando l’interramento della cappella primitiva. Causa che può aver indotto alla sopraelevazione della chiesa. Si ipotizza che tale scaletta non appartenga alla struttura della chiesa ma sia stata costruita per raccordare la viabilità dell’epoca che la lambiva. Tale ipotesi è confermata esaminando chiaramente emergere, dalla sommità della scaletta, l’estremità superiore del lesene. Se ne deduce l’evidente costruzione successiva e disarmonica della medesima. L’intervento non interessa direttamente l’edificio della chiesa ma l’area pubblica comunale confinante, per riqualificare e valorizzare la chiesa stessa, con la completa rimessa in vista delle antiche mura, interamente sepolte e solo parzialmente recuperate raggiungendo la quota base delle mura con un appropriato scavo come un anfiteatro naturale formato da un pendio erboso.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Chiesa è aperta al pubblico dei fedeli per le celebrazioni solo nelle principali festività. Ad intervento concluso verranno stabiliti orari per l'accesso libero da parte del pubblico, con la presenza di guide, tutti i giorni, in quanto diverrà un punto focale di interesse. Attraverso la riqualificazione ed alla valorizzazione di un elemento del proprio patrimonio storico-architettonico si intende innescare e a mettere a sistema interventi di rigenerazione dell’ex area industriale nel centro urbano, aprendo anche al ragionamento e alla valorizzazione ambientale e turistica del territorio, come scelta di investimento di lunga durata. Le finalità principali sono lo sviluppo territoriale e potenziamento della rete delle identità culturali, attraverso la salvaguardia, la valorizzazione e la tutela del patrimonio oltre che l'identificazione degli elementi distintivi del percorso romanico di Villadossola con l'ottica futura di un’articolazione dei tre luoghi religiosi più antichi della città: la Chiesa di San Bartolomeo, la Chiesa di Santa Maria Assunta ovvero Chiesa della Madonna del Piaggio e l’oratorio di San Maurizio. Ulteriore obiettivo è incoraggiare la vivibilità del centro della città, valorizzando lo spazio urbano anfiteatro, attraverso la promozione di eventi culturali volti a rendere la città più fruibile, viva e attraente.

 

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 216,000.00 €

L'obbiettivo è la valorizzazione dei caratteri identitari del territorio attraverso la riqualificazione di uno degli edifici monumenti simbolo della comunità locale. Per ottenere l’ottimale risultato di rendere visibili completamente le mura del primo impianto della chiesa e permettere di ammirare nella loro completezza le originarie absidi gemelle, raro esempio architettonico sul territorio italiano, si rende necessaria una modifica alla viabilità attuale che permetta l’esecuzione di un appropriato scavo. Tale scavo raggiunge la quota base delle mura aprendosi allo spettatore come un anfiteatro naturale formato da un pendio erboso di modesta pendenza. La sommità semicircolare è costituita da un percorso pedonale pavimentato in pietra che si raccorda all’area pedonale prevista sulla porzione fronteggiante l’ingresso chiesa. La scarpata che forma l’anfiteatro naturale è stabilizzata al piede da un robusto cordone di pietra, distanziato di circa 2,50-3,00 metri dalle mura; questa porzione perfettamente piana è realizzata con uno strato di ghiaia drenante di idoneo spessore per consentire l’assorbimento nel sottosuolo dell’acqua piovana. Alla base della scarpata, incassati, vengono installati quattro faretti disposti ad arco per l’illuminazione della chiesa, atti a produrre luce diffusa con coni ampi sovrapposti in modo da evitare zone d’ombra o chiari-scuri. Le due estremità dell’anfiteatro sono delimitate da strutture murarie verticali di calcestruzzo armato a vista che vengono ricoperte con specie rampicanti con lo scopo di mascherare il più possibile le porzioni di parete in vista e quindi far risaltare al meglio l’elemento più importante della facciata, cioè le absidi. La riproposizione del tema dell’acqua con la realizzazione del lavatoio, vuole dare a quest’area, un elevato valore storico oltre che artistico. Infine è prevista l’installazione di un cartello esplicativo che illustrerà la storia della chiesa e l’intervento con disegni e fotografie a corredo.