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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Intorno all’anno 60 d.C., S. Paolo con un gruppo di compagni, tra cui l’autore degli Atti degli Apostoli, è in viaggio verso Roma, prigioniero, scortato dai militari, in attesa di subire un processo da cui verrà assolto nel 61. Da Pozzuoli, il gruppo percorre la via Appia per arrivare nella capitale dell’Impero. L’autore degli Atti, probabilmente S. Luca, annota: “Da Roma, i fratelli che avevano sentito parlare di noi, ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taberne; Paolo nel vederli rese grazie a Dio e prese coraggio”. 

Le scoperte effettuate durante le  indagini archeologiche condotte in più riprese dalla Soprintendenza  Archeologia del Lazio e dell’Etruria meridionale a partire dagli anni Novanta, lungo la via Appia, nel Comune di Cisterna di Latina, hanno consentito di individuare finalmente il sito dell’ antica mansio  menzionata dalle fonti, in precedenza diversamente localizzata. In un’area di circa due ettari (oggi del demanio comunale) sono stati portati in luce resti di ambienti e di un diverticolo stradale dell’Appia, dotato di marciapiedi e di uno slargo utile  alla manovra dei carri, che costituiscono solo una porzione limitata di un insediamento ben più vasto,  databile dal I al IX sec.d.C. Tra tutti gli edifici spicca una grande costruzione di prestigio della seconda metà del II sec.d.C. , composta da uno spazio centrale a cielo aperto – un cortile o un giardino – circondato da ambienti, tutti  pavimentati con insoliti mosaici bianco-neri, arricchiti da lastre o inserti marmorei. Il più sontuoso di questi recava a terra un eccezionale emblema policromo in tessere minutissime, con raffigurazioni legate al tema della caccia.   Dal sito provengono anche raffinati affreschi che tecnici  specializzati stanno ricomponendo attraverso un lungo e paziente restauro: la maggior parte delle pitture appartengono a una struttura residenziale di cui decoravano soffitti e pareti; essi sono  databili in età neroniana e dunque coevi al  passaggio di Paolo.

Informazioni sullo stato della conservazione

Gli interventi di restauro finora condotti hanno potuto riguardare solo una parte dei resti; la quasi totalità dei pregevoli pavimenti musivi presenta significativi problemi riconducibili alle depredazioni dei clandestini e alle dannose lavorazioni agricole svolte in passato. Fessurazioni, dissesti e disgregazioni dovuti anche alle tecniche costruttive utilizzate nella stesura pavimentale, minacciano la perdita irreversibile dei preziosi tappeti musivi che compongono un repertorio quanto mai variegato e finora privo di confronti nel territorio pontino. Analoghi problemi conservativi riguardano anche le frammentarie pitture parietali rinvenute ancora in situ o in fase di crollo.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Una volta portate a conclusione le opere previste dal progetto (ripresa degli scavi, restauro delle strutture, dei rivestimenti pittorici e dei mosaici pavimentali) e la realizzazione di percorcorsi di visita all'interno dell'area sarà possibile la fruizione del sito secondo orari e modalità che verranno concordate tra gli enti coinvolti.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 550.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Obiettivo del progetto è la valorizzazione dell’itinerario storico-religioso e archeologico del “Cammino di S. Paolo nel Lazio meridionale”, in particolare di uno dei luoghi, quali Tres Tabernae, in cui le fonti storiche attestano l'effettivo passaggio dell'apostolo Paolo, tramite la prosecuzione dello scavo archeologico e del restauro delle strutture, dei rivestimenti pittorici e dei mosaici pavimentali e la successiva divulgazione dei dati acquisiti, anche al fine di fornire nuove opportunità per lo sviluppo turistico e culturale dei territorio. La ripresa delle attività archeologiche, contestualmente all'auspicabile sistemazione dei resti già emersi per aprire il sito a una prima fruizione pubblica, di cui la Soprintendenza ha già redatto un progetto, potrà consentire di focalizzare l’attenzione sulla presenza di San Paolo nel Lazio meridionale e sugli insediamenti legati alla grande via Appia, menzionati dagli Itinerari antichi.