I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Intorno alla metà del XIX secolo vennero effettuati importanti lavori sulle porte e sulle barriere di Parma, tra questi il progetto della barriera di Vittorio Emanuele II (ora Nino Bixio), concepito dal capitano Angelo Angelucci da Todi nel 1866.

A seguito della costruzione della Barriera, la vecchia porta San Francesco, costruita nel 1562, viene messa in disuso. Vicino ad essa, come già avvenuto per le altre porte della città, viene collocata la nuova Barriera, sull'asse di via Bixio.

La costruzione del monumento di "Barriera Bixio" venne decretata da Farini il 20 gennaio 1860, per ricordare l'unione di Parma al Regno d'Italia.

La Barriera è costituita da due edifici gemelli di stile classicheggiante neorinascimentale, collegati da un’ampia cancellata curvilinea, sostenuta da quattro pilastri in muratura con basamento e cornici in pietra arenaria: diversi elementi scultorei coronano le testate architettoniche ed i pilastri centrali.

Si tratta di due coppie di putti seduti, poste sui fronti degli edifici laterali che sorreggono lo stemma di casa Savoia ad Ovest e quello della città ad Est, di quattro statue fiancheggiate da coppie di leoni accosciati, collocate sui pilastri della cancellata. Le statue rappresentano le quattro regioni del Regno d’Italia del 1860 e dovevano costituire il coronamento del monumento al Re Vittorio Emanuele II della piazza a lui dedicata, mai realizzato. Il monumento è stato oggetto di un complessivo intervento di restauro – muratura, pietra, cancellate in ferro battuto – intorno al 1997.

Informazioni sullo stato della conservazione

Gli apparati scultorei, costituiti da una pietra calcarea bianca (la cosiddetta pietra di Vicenza) presentano un precario stato di conservazione. Lo stato di avanzato degrado è in parte dovuto alle stesse caratteristiche del materiale ed in parte alla sua diretta esposizione agli agenti inquinanti. 

Si osservano i fenomeni di degrado tipici di monumenti collocati in ambiente esterno: le sculture sono annerite dall’inquinamento, vi è la presenza di alghe, muschi, licheni coprenti le superfici, con conseguente alterazione cromatica, inoltre alcune sculture sono erose, con perdita della profondità e della nettezza degli intagli.

L'intervento intende dare nuova visibilità ad un momunento simbolo della città.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il monumento si trova in Strada Nino Bixio a Parma ed è visibile al pubblico.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 41.455,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Trattamento di rimozione della microflora e depositi di particelle atmosferiche che provocano l’ingrigimento attuale delle sculture e successivo consolidamento delle micro-fessure e dei micro-distacchi.