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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’incendio sviluppatosi in Santa Chiara a causa dell’incursione aerea del 4 Agosto 1943, non risparmiò i monumenti marmorei, danneggiando in modo gravissimo quelli della zona presbiteriale.

Con ogni probabilità i danni si originarono principalmente per la grande massa lignea del tetto che, abbattutasi sul pavimento della basilica alimento l’incendio per vari giorni.

Per proteggere le opere d’arte dalle offese della guerra, furono attuati dei sistemi di protezione secondo le norme impartite dalla Direzione Generale delle Belle Arti. Venivano attuate all’uopo due sistemi: la costruzione di solide impalcature di legno che sostenevano sacchi contenenti sabbia o alga marina; la costruzione di muri in mattoni e pietra.

A Napoli, i monumenti che per mole e per importanza artistica, richiesero speciali interventi furono l’arco di trionfo di Alfonso di Aragona in Castel Nuovo, la tomba di Roberto d’Angiò in Santa Chiara e quella di re Ladislao in San Giovanni a Carbonara.  

Per la protezione di questi monumenti, come di quelli di minore mole importanza, fu adottato un unico sistema: furono collocati intorno ai monumenti sacchi di juta e di canapa contenenti sabbia vulcanica o alga marina. I primi collocati nelle parti inferiori del monumento e, gli altri, contenenti alga marina, nelle parti superiori.

Per evidenti motivi di statica. Davanti alle parti più alte dei monumenti fu disteso un imballaggio di cascame o di alga marina. E, alla base invece fu eseguito un rivestimento di tavolato in legno per evitare i danni provocati da eventuali urti o dalla pressione interna. Il tutto fu sostenuto e chiuso in una incastellatura di legno. Questo sistema di protezione sarebbe stato utile per difendere i monumenti dall'azione delle bombe dirompenti. E, purtroppo non fu considerato che, in caso di incendio provocato da spezzoni, il materiale usato, soprattutto il legno, avrebbe dato facili esca al fuoco, ciò si verificò nella basilica di Santa Chiara.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nelle venti cappelle ci sono principalmente sepolcri monumentali, realizzati tra il XIV e il XVII secolo, appartenenti ai personaggi di nobili famiglie napoletane.

Tutti i monumenti evidenziati presentano depositi superficiali incoerenti, incrostazioni e concrezioni. Sono inoltre interessati dalla diffusa presenza di graffiti di vari periodi e di diversi tipi di inchiostro che alterano l’estetica dell’opera. Si riscontrano su tutti i monumenti funebri  lesioni sanate da vecchi interventi di restauro e piccole mancanze.

Questi sono i danni più importanti ed evidenti dovuti principalmente ad atti di vandalismo operati nel corso degli anni a partire dalla loro ricollocazione.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Chiesa è aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 7:30 alle ore 13:00 e dalle ore 16:30 alle 20:00

Il Complesso museale annesso è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle ore 17:30 e la domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 42.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Gli interventi previsti, così come puntualmente specificato nelle schede di progetto, consistono nel restauro dei monumenti funebri già identificati consistenti nelle seguenti sottofasi di lavorazione: 1-Rimozione di depositi superficiali incoerenti a secco mediante l’uso di spazzole e pennelli morbidi; 2-Rimozione assorbimento di ossidi di ferro emersi a causa della lunga permanenza in ambiente estremamente umido mediante applicazione di compresse assorbenti a base di sepiolite; 3-Rimozione di depositi superficiali coerenti, incrostazioni, concrezioni e fissativi alterati mediante applicazione di compresse di polpa di carte imbevute di soluzioni di sali organici (carbonato di ammonio). 4-Integrazione plastica e cromatica di piccole parti mancanti, eseguita con malte idonee per colorazione e granulometria a base di grassello o calce idraulica o polvere di marmo 5-Microstuccatura di lesioni e fessurazioni 6-Lucidatura e protezione finale di marmi interni a base di cera microcristallina. 7-Sulle zone esposte al rischio di ulteriori deturpazioni e graffiti si userà il protettivo antigraffiti a base di emulsione acquosa di polimeri paraffinici;