I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Carsulae, sorge su un pianoro calcareo alle estreme propaggini sud-occidentali dei Monti Martani e si sviluppa attorno al ramo occidentale della Via Flaminia a partire dalla fine del III sec. a.C. Attualmente, di tutta l’area urbana che copre all’incirca 22 ettari, si conoscono esclusivamente le parti pubbliche scavate da Umberto Ciotti tra il 1951 e il 1972.

Situato lungo il lato meridionale del quartiere Nord-Est, il Saggio D è stato aperto nel 2013, copre una superficie di oltre 400 mq. e vi sono stati individuati: un tratto di strada basolata lungo 33 metri; un ampio lastricato; 3 ambienti allineati Est-Ovest incassati lungo il bordo superiore della dolina; un grande scarico di materiali provenienti da una vicina fucina per la lavorazione del ferro.

Sulla base dei dati disponibili, è stato finora possibile riconoscere la presenza di almeno tre principali periodi di frequentazione:

Età tardo-repubblicana (II-I sec. a.C.): a questo periodo risale la strada basolata che dalla via Flaminia scende lungo il tratto superiore della dolina per poi svoltare verso i 3 ambienti di epoca successiva e l’anfiteatro. Al I sec. a.C. risalgono i numerosi materiali recuperati nel saggio di approfondimento realizzato subito a valle della strada, che formano lo scarico di un’officina metallurgica che doveva trovarsi nelle immediate vicinanze.

Età augustea e primo – imperiale (fine I sec. a.C. - II sec. a.C.): i dati di scavo evidenziano, come per la città in generale, una profonda trasformazione urbanistica dell’area: la strada basolata viene defunzionalizzata e in parte asportata per creare un lastricato quasi a ridosso dei 3 ambienti di cui quello più ad Est presenta un’apertura verso valle e sulla cui fronte, si trova un piccolo lastricato.

Seconda metà IV sec. d.C.: a questo periodo sono riconducibili oltre 60 monete rinvenute sul pavimento di uno degli ambienti, testimonianza dell’ultima fase di frequentazione dell’area, prima del suo completo abbandono (età teodosiana).

Informazioni sullo stato della conservazione

La strada: incassata nel banco di travertino, è composta da: carreggiata in grandi basoli calcarei con due solchi paralleli usati come guide per le ruote dei carri; parte pedonale in grandi lastre rettangolari (cm. 70x120); 2 cordoli laterali in blocchi parallelepipedi; canalizzazione per la raccolta delle acque piovane al di sotto della sede stradale la quale ha in più punti causato uno sprofondamento dei basoli. A fini conservativi e per mantenere a vista la struttura, è necessaria la rimozione dei blocchi sprofondati e la ripulitura delle lacune nella sede stradale per poi procedere al consolidamento della volta del cunicolo e al ricollocamento dei basoli nella loro sede originaria.

I tre ambienti: posti a margine della strada basolata, presentano verso Sud una fronte comune costituta da una muratura a filari regolari di piccole pietre calcaree mentre i setti divisori interni e la muratura di fondo hanno paramenti assai irregolari realizzati pure in pietrame calcareo. Sulla fronte di uno degli ambienti vi è un’apertura e un piccolo lastricato. Gli alzati delle murature si conservano, in alcuni punti, oltre i 2 metri di altezza. Per lasciare a vista tali strutture, è necessario ripulirne le creste e proteggerle mediante bauletto (in parte già realizzato nel 2015) per evitare che l’acqua piovana penetri nel nucleo murario, spaccandolo. E’ inoltre necessario proteggere i piani pavimentali e le fondazioni delle murature e consolidare il piccolo lastricato.

I reperti mobili: nel corso degli scavi precedenti, tutti i reperti rinvenuti sono stati puliti, classificati e inventariati. I pezzi di maggiore importanza (metalli, vetri, ceramiche particolarmente significativi e tutte le monete e gli oggetti in osso lavorato) sono stati restaurati per poterne permettere lo studio e l’esposizione. La stessa necessità si prospetta anche per la campagna scavi 2016, con particolare riguardo per i numerosi reperti che si prevede di rinvenire nello scarico a sud della strada.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L’area, che dal 1951 è di proprietà del demanio, è stata in anni recenti recintata per una superficie complessiva pari a 22 ettari. Attualmente l’ingresso è consentito solo con biglietto. Oltre ai monumenti (tra cui l’anfiteatro, il teatro, la basilica, l’area forense parzialmente terrazzata con i templi gemini e gli archi quadrifronti, l’arco di San Damiano, i monumenti funerari) è possibile visitare il centro di documentazione “U. Ciotti” e un deposito di materiale lapideo. Grazie ad accordi con il comune di Terni vige una gestione esterna che offre un ricco programma di attività e didattica.

Nel 2012, per la prima volta, si avvia l’indagine delle aree private, concentrandosi lungo il quartiere di Nord-Est e il margine della grande dolina, sinora mai oggetto di scavo. Le indagini sono condotte direttamente dalla Soprintendenza Archeologica dell’Umbria fino al 2015 mentre, dal 2016, subentra l’Associazione A.S:T.R.A. Onlus quale soggetto concessionario delle ricerche nell’area del Saggio D (concessione prot. n. 4089 del 21/04/2016 rilasciata dalla Direzione Generale Archeologia) di cui curerà la manutenzione, il completamento dello scavo ed il restauro dei reperti mobili e immobili. Le ricerche sono condotte in collaborazione con la Macquarie University di Sidney.

Il Parco Archeologico di Carsulae, così come l’area oggetto di scavo e restauro dal parte della A.S.T.R.A. Onlus, è visitabile durante tutto l’anno con i seguenti orari: aprile-ottobre 8.30 – 19.30; novembre-marzo 8.30 – 17.30. Per ulteriori informazioni, si può vistare il sito: www.carsulae.it

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 3,000.00 €

Pulizia, catalogazione, inventariazione di tutti i reperti ceramici, vitrei e metallici rinvenuti in fase di scavo. I pezzi ritenuti maggiormente significativi e quelli necessitanti di maggiori attenzioni (con particolare riguardo per i metalli e gli oggetti realizzati in materiale deperibile come l'osso lavorato) saranno sottoposti a specifico restauro e consolidamento sia per una adeguata conservazione, sia a fini espositivi.

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 6,000.00 €

Opere di protezione, restauro, risarcimento di lacune e mancanze e messa in sicurezza delle strutture murarie in elevato, dei piani pavimentali e del basolato stradale. Essendo condotto lo scavo all'interno di un Parco Archeologico, scopo principale sarà quello di lasciare quanto più a vista e fruibile quanto rinvenuto.

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 3,000.00 €

Per la manutenzione è prevista una ripulitura generale dell’area di concessione pari a circa 3000 mq di superficie da rovi ed erbacce al fine di valorizzare e rendere fruibile tutta la zona circostante l’area di scavo. Sono previste nelle manutenzioni anche lo spostamento della vecchia discarica della terra di scavo e la selezione dei materiali lapidei e fittili di scarto, utili per i restauri. E’ inoltre prevista l’apposizione di adeguata pannellistica e la creazione di un percorso di visita all'area di scavo.