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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L'archivio fotografico di Trieste, si compone di due sezioni: l’archivio negativi e le corrispondenti stampe, incollate su cartoncino e organizzate in ordine topografico. Sono 11000 i negativi conservati su diversi supporti prodotti dal 1920 al 1958, oltre ad altri 2000 circa databili tra il 1953 e il 1958. Dal 1976, anno del terremoto del Friuli, sino al 2000, il numero progressivo del registro cronologico passa dal 18.000 al 25.000 circa. Non vi sono registrazioni successive poiché dal 2002 si fotografa esclusivamente in digitale. L’archivio conserva anche un fondo con circa 7000 stampe di fotografie riguardanti sia i beni regionali, sia quelli di Istria e Dalmazia, territorio italiano tra le due grandi guerre. L’archivio fotografico di Udine, formatosi intorno al 1945, è composto da un primo nucleo (il “Fondo Venezia”) di 2234 immagini positive e negative, prodotte a partire dal 1891 dall’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Veneto e, dal 1907, dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia che documentano il patrimonio delle province di Udine e di Pordenone nel periodo antecedente la prima Guerra Mondiale. A esso si sarebbero aggiunti 125 positivi, attribuibili all’attività dell'ufficio udinese. La seconda serie è costituita da positivi di vari formati e 2251 negativi su lastra di vetro e pellicola provenienti dalla Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Trieste relativi alle province di Gorizia, Pordenone e Udine nel periodo tra le due guerre dal 1919 al 1955. Riveste notevole interesse il patrimonio fotografico frutto delle campagne di catalogazione promosse dall’allora Ministero dell’Istruzione Pubblica, in particolare quelle tra il 1923 e il 1924, volte a documentare il patrimonio storico-artistico, l’architettura rurale e i beni etnoantropologici della Carnia, nonché le bellezze paesaggistiche. Dopo il terremoto del 1976 si aggiunsero 3223 positivi frutto della campagna fotografica del Gabinetto Fotografico Nazionale, svoltasi nel Friuli tra luglio e novembre. I materiali sono suddivisi in tre gruppi: circa 60.000 negativi sono su lastra di vetro, pellicola e diapositive a colori di diversi formati: 935 le serie di negativi o diapositive a colori (35 mm) e di immagini digitali (jpeg a bassa definizione) effettuate in cantiere o in laboratorio; tutto il materiale è catalogato topograficamente con i positivi incollati su cartoncino. La serie delle stampe di grande formato comprende le radiografie e il corredo diagnostico realizzato nel corso dei restauri. Rimangono da inventariare 30.000 immagini digitali prodotte nell’ultimo decennio.

Informazioni sullo stato della conservazione

    • Conservazione: isolare il materiale storico e più soggetto a deterioramento, avviare un intervento di pulitura e restauro; archiviazione con materiale idoneo, adottando standard conservativi e strumenti adeguati.
    • Razionalizzazione degli spazi e sistemazione fisica: valutazione degli spazi dedicati all’archivio, acquisto di nuovi schedari per suddividere il materiale fotografico e il nuovo materiale da archiviazione.
    • Digitalizzazione: avvio di una sistematica attività di digitalizzazione del materiale fotografico dopo l’intervento di pulitura.
    • Inventariazione: adozione di un acronimo specifico per fondo e tipologia di materiale secondo le direttive e gli standard ministeriali.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L’immissione dei dati deve avere il suo naturale sbocco nella consultazione tramite web della banca dati “Archivio fotografico della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia”. La maschera di ricerca sarà funzionale per consentire una facilità nel reperimento del materiale fotografico ed avere un’interfaccia grafica di facile consultazione con completamento automatico di stringhe di ricerca, geolocalizzazione in Google, creazione di percorsi guidati. A tal fine sono ipotizzate diverse modalità di ricerca, dalla semplice a quella più avanzata l’utente avrà la possibilità di salvare il risultato e chiedere un preventivo direttamente on line.

L’interfaccia web sarà strutturata quale vetrina temporale di eventi in programmazione.

Predisposizione per la consultazione web degli archivi anche da tutti i dispositivi mobili Android e Mac.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 85.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L'archivio fotografico della sede di Trieste, si compone di due sezioni: l’archivio negativi e le corrispondenti stampe, incollate su cartoncino e organizzate in ordine topografico. Sono 11000 i negativi conservati su diversi supporti prodotti dal 1920 al 1958, oltre ad altri 2000 circa databili tra il 1953 e il 1958. Dal 1976, anno del terremoto del Friuli, sino al 2000, il numero progressivo del registro cronologico passa dal 18.000 al 25.000 circa. Non vi sono registrazioni successive poiché dal 2002 si fotografa esclusivamente in digitale. L’archivio conserva anche un fondo con circa 7000 stampe di fotografie riguardanti sia i beni regionali, sia quelli di Istria e Dalmazia, territorio italiano tra le due grandi guerre.

L’archivio fotografico della sede di Udine, formatosi intorno al 1945, è composto da un primo nucleo (il “Fondo Venezia”) di 2234 immagini positive e negative, prodotte a partire dal 1891 dall’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Veneto e, dal 1907, dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia che documentano il patrimonio delle province di Udine e di Pordenone nel periodo antecedente la prima Guerra Mondiale. A esso si sarebbero aggiunti 125 positivi, attribuibili all’attività dell'ufficio udinese.

La seconda serie è costituita da positivi di vari formati e 2251 negativi su lastra di vetro e pellicola provenienti dalla Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Trieste relativi alle province di Gorizia, Pordenone e Udine nel periodo tra le due guerre dal 1919 al 1955.

Riveste notevole interesse il patrimonio fotografico frutto delle campagne di catalogazione promosse dall’allora Ministero dell’Istruzione Pubblica, in particolare quelle tra il 1923 e il 1924, volte a documentare il patrimonio storico-artistico, l’architettura rurale e i beni etnoantropologici della Carnia, nonché le bellezze paesaggistiche.

Dopo il terremoto del 1976 si aggiunsero 3223 positivi frutto della campagna fotografica del Gabinetto Fotografico Nazionale, svoltasi nel Friuli tra luglio e novembre.

I materiali sono suddivisi in tre gruppi: circa 60.000 negativi sono su lastra di vetro, pellicola e diapositive a colori di diversi formati: 935 le serie di negativi o diapositive a colori (35 mm) e di immagini digitali (jpeg a bassa definizione) effettuate in cantiere o in laboratorio; tutto il materiale è catalogato topograficamente con i positivi incollati su cartoncino. La serie delle stampe di grande formato comprende le radiografie e il corredo diagnostico realizzato nel corso dei restauri. Rimangono da inventariare 30.000 immagini digitali prodotte nell’ultimo decennio.