I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La Certosa di San Giacomo fu fondata nel 1371 da Jacopo Arcucci, Conte di Minervino e Signore d’Altamura, Segretario di Stato e Tesoriere della Regina Giovanna I d’Angiò,  che due anni dopo inviò a Capri i Padri che l’avrebbero abitata.

Dal 1563 furono realizzati importanti lavori di restauro, ma nonostante la stratificazione degli interventi il complesso resta caratterizzato dall’inconfondibile stile architettonico presente in larga parte dell’isola e della costiera amalfitana.

L’originario impianto trecentesco fu parzialmente trasformato e ampliato nel Cinquecento e nel Settecento: al trecentesco Chiostro Piccolo fu aggiunto, nel corso del secolo XVI, il cosiddetto Chiostro Grande intorno al quale si aprono le celle dei monaci e il Quarto del Priore, affacciato sul Giardino dei semplici con piante aromatiche e medicinali. D’impianto trecentesco é anche la Chiesa, con affreschi datati tra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII e dipinti del pittore Nicola Malinconico (Napoli 1663 –1721) raffiguranti Santi e Personaggi dell’Antico Testamento.

L'architettura più recente é costituita dalla cosiddetta Canonica, ristrutturata dai Canonici Lateranensi nel XVIII secolo, sviluppata su due piani, con la torre decorata da stucchi settecenteschi.

Nel 1808 la Certosa fu soppressa con la confisca dei beni;  nel 1815 fu destinata a Caserma e in seguito a Ospizio per Invalidi; infine, dopo il 1860 e fino al 1898 fu sede della V Compagnia di Disciplina, che era sede degli anarchici e dei militari di cattiva condotta.

Ulteriori interventi di restauro furono realizzati a partire dalla fine dell’Ottocento; nel 1927 furono riportate in luce alcune strutture trecentesche; negli anni Trenta del Novecento in Certosa furono alloggiati il ginnasio e la biblioteca, affidati ai Canonici regolari Lateranensi, che abbandonarono l’edificio dopo la seconda guerra mondiale.

Dal 1975 nel Refettorio è stato allestito il Museo Diefenbach, con le opere donate dagli eredi del pittore tedesco morto sull'isola nel 1913.

Informazioni sullo stato della conservazione

Oggetto dell'intervento è il Chiostro Piccolo, con cinque archi sui lati lunghi e quattro su quelli brevi e 18 colonne con capitelli, forse di spoglio, in materiale lapideo. Allo stato attuale colonne e capitelli presentano danni che rendono difficile definire il progetto di restauro dei singoli manufatti senza la preventiva fase di studio e di diagnostica. Sulle colonne vi sono infatti tassellature con marmi; in varie zone è evidente la presenza di spaccature e lesioni e di patine di deposito; alla base dei fusti vi sono cerchiature in ferro, oggi ossidate, probabilmente applicate ab antiquo per bloccare le parti di materia “esplose” per l’ossidazione di ferri interni.

Il cattivo stato di conservazione e la confusione determinata dai vari interventi effettuati nel tempo rendono inoltre poco chiara la caratterizzazione macroscopica delle varie lito-facies e la causa delle alterazioni, la provenienza dei marmi bianchi, la natura e la consistenza delle pellicole e delle croste nere e il rapporto con le superfici lapidee, la natura e la consistenza delle eventuali patinature, dei consolidanti e dei protettivi applicati nel corso dei precedenti interventi conservativi e, infine, l’entità delle lesioni di ciascuna colonna e di ciascun capitello. E pertanto, si rende indispensabile la fase di studio e di indagini diagnostiche, in situ e in laboratorio, propedeutiche al progetto di restauro vero e proprio, per identificare la differente qualità, costitutiva e conservativa, dei materiali e la causa puntuale delle principali alterazioni.

 

 

 

                 

 

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Certosa di San Giacomo è aperta al pubblico da martedì a domenica, con chiusura settimanale il lunedì, secondo i seguenti orari:

Maggio: ore 10 – 18 con chiusura biglietteria alle ore 17.30
Giugno, Luglio e Agosto: ore 10 -19 con chiusura biglietteria alle ore 18.30
Settembre e Ottobre: ore 10 – 17 con chiusura biglietteria ore 16.30
Novembre e Dicembre: ore 10 – 15 con chiusura biglietteria ore 14.30

Biglietti
Ingresso € 4,00
Ingresso ridotto € 2,00
Gratuità
per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 anni
prima domenica di ogni mese

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 26.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

I fondi sono destinati al restauro del materiale lapideo presente nel Chiostro piccolo della Certosa di San Giacomo a Capri, per il quale sono necessarie e propedeutiche le seguenti operazioni: rilievo topografico aggiornato (€ 1.000,00); rilievo metrico diretto con misuratore laser, fettuccia metrica, aste graduate e ortofoto con tavole grafiche descrittive dei materiali, della tecnica, dello stato di conservazione e dei passati interventi (€ 2.200,00); rilievo scanner laser 3D (€ 3.700,00); indagini in situ e in laboratorio, ossia caratterizzazione delle lito-facies e delle alterazioni, caratterizzazione mineralogico petrografica dei marmi bianchi, analisi puntuale di patine di sporco coerente e incoerente e rapporto con le superfici lapidee, identificazione dei bio-deteriogeni, individuazione di eventuali patinature, consolidanti e/o protettivi presenti (€ 4.930,00), tomografia sonora per valutare le lesioni strutturali delle colonne (€ 5.000,00). La documentazione degli interventi comprenderà la campagna fotografica (€ 1.000,00), la relazione tecnica del restauratore (€ 2.500,00) e il database digitale per la raccolta dati (€ 1.000,00). TOTALE: € 21.330,00 + 22% IVA = € 26.000,00