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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il sito e l’architettura

 

L’ambiente che comprende la batteria, in prevalente stato precario di manutenzione vegetazionale, è di notevole interesse paesaggistico naturale e architettonico, per essere collocato in un’area di Lido a basso svilupporesidenziale e isolato rispetto al costruito di recente edificazione. Inoltre è valorizzato dalla presenza di una darsena, collegata al canale parallelo alla via Pigafetta, che attraversando la larghezza del litorale si immette in laguna.

La Batteria di cà Bianca, che oggi si presenta in forma diversa rispetto a quella precedente, fu costruita nel 1880 dal costituito Regno d’Italia.

Ha caratteristiche strutturali di concezione razionale, con sviluppo planimetrico rettangolare allungato, disposto parallelamente ai Murazzi, con terrapieno soprastante il solaio di copertura inclinato a scarpa e con unico prospetto di facciata lungo il lato rivolto verso la laguna. La conformazione della batteria precedentemente costruita dall’Austria nella prima metà dell’Ottocento, era invece di diverso disegno e prevedeva una pianta “a lunetta smussata, con fianchi corti e gola a corno interrotta”.

Adiacenti alla batteria, un edificio a un piano fuori terra e a pianta rettangolare con terminale a “cofano”, presumibilmente datato dopo la costruzione della batteria, era forse adibito a uso del comando della fortificazione.  

Altri due edifici di modeste dimensioni, di cui uno in rovina e l’altro con tetto piano in c.a., di uso non identificabile sono da considerare di prive di pregio.

 

Mario Dalla Costa

 

 

 

 

 

 

Informazioni sullo stato della conservazione

Lo stato di conservazione

L'edificio presenta una buona consistenza statica e materiale. La qualità dei materiali impiegati e la pregevole tecnica costruttiva a suo tempo impiegata, ma la stessa originaria utilizzazione che comportava una manutenzione continuata, hanno consentito di giungere a noi in condizioni di degrado, più che di dissesto. L’accentuato degrado, per molta parte dovuto all'umidità dell'ambiente marino e a quella del sottosuolo che agisce nelle fondazioni e nella base delle murature per risalita capillare, non ha però lasciato tracce di sensibile rilievo.

Altrettanto si può constatare  nell’intradosso del solaio voltato della batteria, in cui la più che probabile presenza d’inerti, di terra e di ramificazioni vegetali accumulati negli intradossi del sistema voltato ha determinato una presenza non sensibile di degrado per umidità.

Diversamente riscontrabile è invece lo stato di degrado del corpo di fabbrica che si sviluppa in profondità, con uscita in direzione dei murazzi, dove l'umidità di condensazione delle murature delle volte e del piano di calpestio è in gran parte determinata, non solo dal terrapieno che lo avvolge, ma anche dall'assenza di una naturale ventilazione, essendo cieco il vano porta di uscita ai Murazzi.  

Per quanto attiene alla casamatta e all’attigua costruzione con copertura in c.a,, costituite entrambi da un piano fuori terra, la prima è da considerare in stato di rovina. Per quando riguarda l’edificio con cofano, presumibilmente destinato al comando della batteria, ugualmente a un piano fuori terra, ha la copertura crollata.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Fruizione a gruppi organizzati previa

autorizzazione dell'Ente Proprietario, Agenzia del Demanio

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 2,150,000.00 €

Il restauro Il recupero della Batteria di cà Bianca, dopo una ponderata considerazione del sito e del suo valore naturalistico ambientale e architettonico, legato alle altre realtà fortificate del litorale veneziano, richiede un intervento di restauro, che abbia come obiettivo la conservazione attiva dei luoghi e degli spazi architettonici, quale prima condizione per porre rimedio allo stato di predominante degrado, che risale a quasi cinquant’anni dalla dismissione da parte del Demanio della Difesa. La messa in sicurezza del sito e la conseguente acquisizione della praticabilità e dell’efficienza del costruito e degli spazi esterni sono condizioni di base per avviare un organico processo di valorizzazione del patrimonio storico e architettonico delle fortificazioni litoranee, che le fasi del processo di crescita urbana ha ignorato, a volte sovrapponendosi a esso. Il recupero pertanto consiste nel restauro del manufatto, predisposto per interventi di compatibilità fisica e materiale e i un’altrettanta compatibile previsione di opere destinate al nuovo uso della batteria, mediante un distributivo e un’impiantistica, improntati a soluzioni tecniche, materiali e formali tecnologicamente innovate e reversibili, a garanzia del mantenimento della sostanzialità originale del costruito. A queste esigenze, si aggiungono quelle di un accurato rilievo geometrico dimensionale del costruito, di una valutazione critica dell’architettura e dell’assetto statico e materiale del manufatto, con verifiche strumentali, campionature e analisi di laboratorio, affinchè le scelte operative del cantiere di restauro siano coerenti con l’originaria concezione strutturale e tecnica del costruito.