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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Museo Egizio, fondato nel 1824 dal re Carlo Felice, è considerato per il valore della sua collezione e la quantità di reperti il secondo museo di antichità egizie nel mondo dopo quello del Cairo. Il Museo è gestito dal 2004, anno della sua costituzione, dalla Fondazione Museo Egizio di Torino che persegue le finalità della valorizzazione, promozione, gestione e adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo e dei beni culturali ricevuti in conferimento.

La Collezione del Museo Egizio di Torino raccoglie al suo interno un’ampia raccolta di mummie animali. Questi reperti, collocati cronologicamente tra la fine del Nuovo Regno e L’Epoca Tarda dove le pratiche di mummificazione raggiungono il loro apice, sono riconducibili a differenti categorie: gli animali domestici, rinvenuti all’interno di tombe personali, le offerte alimentari, gli ex voto e mummie di divinità animali.

Le tecniche di produzione di queste mummie sono abbastanza eterogenee. I metodi di imbalsamazione derivano direttamente da quella utilizzata per le mummie umane, naturalmente con variazioni dovute alle dimensioni dei corpi ed alle diverse esigenze di culto. Principalmente nel caso delle mummie animali la cosa importante era l’aspetto finale che acquisiva l’oggetto, per questo motivo molte delle mummie conservate nella collezione, che magari presentano un bendaggio con un apparato decorativo piuttosto complesso, in realtà all’interno sono composte prevalentemente da bende e fibre vegetali e solo parte dell’animale associato.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il progetto comprende il restauro di circa 100 mummie animali, manufatti con materiali costitutivi estremamente eterogenei (tessuti, fibre vegetali, legni, terra, fango e materiale organico) e dalle dimensioni molto varie, tutti elementi che determinano problemi conservativi differenti fra loro.

Nella maggior parte dei casi, lo stato di conservazione di questi manufatti risulta  pessimo soprattuto a causa della loro passata storia conservativa. Sovente si può  riscontrare un  collasso della struttura, del modulo decorativo e dei tessuti esterni. Sono presenti depositi organici e inorganici sulla superficie e, frequentemente, i tessuti sono impregnati di una sostanza che si è degradata portando all'irrigidimento delle fibre. Si notano quasi sempre lacune del tessuto con conseguente fuoriuscita delle fibre vegetali, sovente utilizzate nell'imbottitura, o anche dei reperti organici conservati all’interno dell’involucro.

Questi fattori, combinati al fatto che si tratta di oggetti tridimensionali, rende il restauro particolarmente complesso: sarà necessario ridare solidità alla struttura e ripristinare la corretta lettura dei reperti anche da un punto di vista estetico.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il Museo Egizio è aperto tutti i giorni, il Lunedì dalle 09.00 alle 14.00 e dal Martedì alla Domenica dalle 08.30 alle 18.30; nel periodo di alta stagione, dal 01/03 al 05/06 compresi, con orario prolungato il Lunedì dalle 09.00 alle 14.00 e dal Martedì alla Domenica dalle 08.30 alle 19.30. 

Giorno di chiusura: 25 Dicembre.

Visita con video guida inclusa nel prezzo del biglietto, con opportunità di scelta percorsi di visita differenziati per contenuti e durata.

Disponibile il servizio di acquisto online del biglietto; possibilità di prenotazione online di visite guidate e laboratori didattici. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Procedure di Gara

COSTO COMPLESSIVO 222.528,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto di restauro della collezione di mummie animali del Museo Egizio prevede operazioni di pulitura delle superfici, consolidamento delle fibre vegetali dell’imbottitura quando presente e consolidamento strutturale e delle bende di rivestimento. Parte integrante dell’intervento di restauro sarà lo studio e realizzazione di appositi supporti specifici per ogni tipologia di reperto in modo da garantirne la corretta conservazione all’interno delle aree dei magazzini visitabili a loro dedicate. L’intervento di restauro dovrà essere coadiuvato da un’approfondita campagna diagnostica che permetterà di indagare a fondo lo stato di conservazione dei reperti, le loro caratteristiche materiche e strutturali oltre che le differenti tecniche di esecuzione.