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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Castello sorto attorno al XII sec. fu fatto costruire dai monaci della Badia di San Tommaso per difendersi dalle scorrerie di soldati e predoni, frequenti nella vallata dopo la disgregazione del mondo feudale. L'Abate di San Tommaso ne farà la sua residenza abituale amministrando i molti uffici al riparo delle possenti mura. Per l'importanza strategica illustri famiglie si contesero il Castello: I Malatesta, signori di Pesaro, innalzarono la Rocca, gli Sforza restaurarono le mura e costruirono il piccolo torrione di levante, voluto dal giovane Costanzo che qui amava soggiornare e che vi mori nel 1483. Una suggestiva passeggiata nel folto della vegetazione permetterà di riscoprire antichi ruderi e il torrione restaurato, dal quale si gode uno splendido panorama.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il torrione e parte della sommità sono state oggetto di un restauro recente. Il resto della parte in sommità e della cinta muraria è crollato. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Chiuso al pubblico i locali in sommità. Mura e torricino visibili dalla strada pubblica.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 335.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Gli elementi che restano dell’antico insediamento del Castello di Montelabbate sono il torrioncino sforzesco con la vecchia canonica e alcuni tratti delle mura castellane. I lavori descritti nel seguito sono relativi al restauro e al risanamento conservativo delle mura situate sul lato Nord del Castello, il cui stato di conservazione risulta pessimo essendo le stesse fortemente degradate e, in alcuni tratti, addirittura crollate. Un primo intervento, effettuato nell’anno 1982 dalla Soprintendenza ai Monumenti delle Marche, ha riguardato il torrione e il fabbricato annesso e, da quella data, non ci sono stati altri interventi. L’esclusione del sistema murario dall’intervento del 1982, insieme alla mancanza di un progetto generale di recupero (e quindi la mancata individuazione del possibile ruolo del Castello nel contesto della realtà montelabbatese), è causa del degrado e dello stato di generale abbandono in cui si trova il luogo. Altre cause, sono la forzata chiusura al pubblico della parte già restaurata per via del recupero non ultimato (mancano gli infissi e gli impianti), la situazione di pericolo dovuta ai possibili crolli che potrebbe subire la parte ancora da restaurare, l’accessibilità non agevole a causa di una viabilità ridotta e prevalentemente usata dai residenti, la predominante “presenza” dei privati rispetto alla parte pubblica, la poca conoscenza e la poca pubblicizzazione del Castello. La ripresa dei lavori dopo molti anni, sia pure limitati a un solo tratto delle mura, va positivamente considerata in quanto, oltre a impedire la perdita totale dell’antico fortilizio, ha come obiettivo quello di restituire al Castello la propria natura di testimonianza storica e architettonica e può essere l’occasione per dare avvio a una volontà finalizzata al definitivo recupero di tutto l’organismo e degli spazi esterni di pertinenza restituendoli, attraverso il loro riuso, a tutta la comunità montelabbatese.