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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Palazzo Mazzola si presenta al visitatore nella sua predominante facies rinascimentale che sovrasta, ma non copre mai del tutto, le diverse anime che ne compongono l’architettura straordinaria. La domus medievale, costruita su un sedime di insediamento romano, prima, e longobardo, poi, come dimostrano gli scavi archeologici condotti in occasione dei recenti lavori di ristrutturazione dell’edificio, fu infatti acquisita dai signori Mazzola, famiglia monferrina stabilitisi ad Asti già nel secolo XV, e da questi trasformata in senso rinascimentale intorno al 1516. Il Palazzo divenne, in seguito, la “casa” dell’Opera Pia Buon Pastore, istituto destinato ad ospitare delle “giovani pericolanti e pericolate ed infanti abbondanti”, a partire dal 1710 per donazione dell’ultimo Mazzola, Giacomo Filippo dopo la morte del figlio (1709) ed è oggi sede dell’Archivio Storico del Comune di Asti, del Museo del Palio di Asti e del Centro Studi Renato Bordone sui Lombardi, sul credito e sulla banca. Unicum nel panorama urbanistico della città di Asti, l’edificio comprende due corpi di casa orientati in senso est-ovest, presenta un giardino a sud ed un orto a nord e si sviluppa ora su 3 piani (originariamente su 2): uno scalone monumentale collegava i diversi piani dell’appartamento nobile; due colonnati si ripetevano al piano terra e al piano primo: uno ad ovest a chiusura dell’atrio, l’altro a nord prospiciente il giardino. Notevoli gli elementi architettonici sia all’esterno, dove sono visibili finestre con cornici in arenaria decorate, sia all’interno, dove oltre ai preziosi portali antichi e alle lunghe volte a botte, alternate in un sofisticato gioco geometrico, a incroci di volte a crociera dalle linee rinascimentali, sono visibili soffitti lignei di notevole pregio: in particolare si segnalano il cassettone ligneo dipinto e le decorazioni del salone di rappresentanza di Palazzo Mazzola, la “sala grande” citata dai documenti d’archivio.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il Palazzo fu oggetto di profonde modifiche nel XVIII sec., con la creazione della sezione Maternità all’interno del cortile; dal 1750 al 1772 si apportarono trasformazioni e ampliamenti nella manica ad est che completò l’esistente.

Dal 1847 al 1887 vi fu l’adattamento di alcuni locali per ottenere una migliore distribuzione dei servizi interni, con lo spostamento a sud delle camere delle ricoverate ed anche l’apertura di una porta carraia su via Varrone; dopo il terremoto del 1887 furono eseguiti il restauro della Opera Pia gravemente danneggiata e venne aperta una porta carraia nel muro divisorio tra i due cortili. A fine ‘800 fu costruito un ballatoio in pietra al I piano come disimpegno, fu ricavato un parlatoio per le visite nell’antica cucina, fu realizzato un pozzo e un passaggio di ingresso alla sezione delle pericolate e venne restaurata la Cappella. Nel 1907 vennero inaugurati nuovi locali nella sezione maternità. L’Opera Pia operò sino 1979, anno in cui tutti i beni passarono al Comune che lo ha trasformato nella sede dell’Archivio Storico Comunale.

Nel 2015 sono stati realizzati degli interventi strutturali in due lotti: il Lotto I, consolidamento strutturale, recupero dei locali interrati ad uso archivio, realizzazione di vano ascensore; il Lotto II, recupero dei locali al P.T. a sinistra dell’ingresso e della manica bassa lungo la via Varrone, realizzazione del Museo del Palio, il rifacimento dei servizi igienici per il pubblico. Sempre nel 2015 si sono realizzati interventi di restauro e di consolidamento delle finestre cinquecentesche sulla facciata principale e interventi di pulitura e consolidamento dell’apparato decorativo del soffitto ligneo della sala magna del '500 e di beni mobili per il Museo del Palio.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L’Archivio Storico conserva tutta la documentazione del Comune di Asti nella sua attività attraverso i secoli. I documenti, consultabili dal pubblico, vanno dal  X  fino a tutto il XX secolo. 

Tra di essi si conservano i preziosi codici manoscritti, le pergamene, le deliberazioni pubbliche dal secolo XIV, il cospicuo fondo cartografico a partire dal XVII secolo, il catasto figurato napoleonico, gli atti della Commissione Edilizia dal 1834. Importanti sono anche gli archivi dei comuni soppressi, delle opere pie, delle istituzioni scolastiche e assistenziali, e gli archivi privati.

Molto rilevante è la raccolta dei manifesti a partire dal XVI secolo.

La Fototeca dell’Archivio raccoglie oltre 150.000 fototipi, dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri, con immagini di personaggi, di manifestazioni, di ambiente e di guerra.

La Biblioteca Storica custodisce testi antichi e rari a partire dal Cinquecento.

Il Centro Studi sui Lombardi, sul credito, e sulla banca, oggi intitolato al suo fondatore Renato Bordone, illustre medievista scomparso nel gennaio 2011, nasce ufficialmente il 13 giugno 1996.

L’attività del Centro Studi, che negli anni ha assunto un ruolo di coordinamento di studi storico-economici avviati dall’attività finanziaria ed economica degli uomini d’affari astesi nel medievo, evidenza i presupposti storici della attuale vocazione europea della città e ne fa un punto di riferimento unico in Europa per gli studi di storia sociale e economico-creditizia.

Il Museo del Palio di Asti presenta un percorso storico- tematico dedicato alla corsa che è anche un cammino nella storia cittadina, ricostruito in filigrana attraverso la vicenda della sua manifestazione più antica e prestigiosa. La storia del Palio, infatti, è speculare alla storia della città, che si riconosce ogni anno, da secoli, nella corsa dei cavalli e nel fascino di un antico rito collettivo.

Orario: lunedì, mercoledì, venerdì ore 9,00-13,00 il martedì, giovedì ore 9,00-13,00/15,30-17,30

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 80.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il salone medievale ha forma sbieca, determinata dall'andamento obliquo del vicolo, oggi Buon Pastore, attiguo al Palazzo: fu regolarizzato probabilmente nel corso del Seicento. La sala acquisì in tal modo una forma di rettangolo apparentemente regolare. Ulteriori cambiamenti sono documentati dalla pianta del cabreo settecentesco conservato in Archivio Storico. In considerazione del notevole pregio della sala magna (Cinquecentesca) si intende provvedere, come di seguito esposto, al suo completo restauro conservativo per un importo di spesa di Euro 80.000,00: - Prima fase:consolidamento del supporto ligneo e trattamento con antitarlo;interventi di ebanisteria per quanto necessario,innesti,incollature,stuccature di contenimento,pulitura del cassettonato e della fascia affrescata dai depositi di polvere,sporco e sostanze estranee ed asporto delle ridipinture recenti ad acrilico;eventuale secondo fissaggio con emulsione acrilica. - Seconda fase:Interventi sulle pareti.Consolidamento intonaci delle pareti, soprattutto in corrispondenza della finestra molto deteriorata a causa di umidità di risalita capillare,previo completamento studio stratigrafico da valutare con la Soprintendenza quale fase decorativa dovrà essere riportata a vista o riproposta sulle pareti. - Terza fase:Presentazione estetica finale.Sul soffitto cassettonato la reintegrazione pittorica dovrà essere rispettosa dell’originale e prevedere la ricucitura a punta di pennello delle piccole mancanze ed eventualmente una riproposizione in sottotono delle parti decorative andate perdute.Intervento sulle pareti.