I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Un’iscrizione, originariamente posta sull’arco della porta d’ingresso e oggi conservata presso l’Antiquarium Arborense, consente di datare con precisione la torre, eretta nell’ingresso nord della città nel 1290, e attribuirla all’opera di Mariano II.

L’accesso era dotato presumibilmente di ponte levatoio, difeso da un piombatoio e da un doppio sistema di chiusura che prevedeva una saracinesca, azionata da argani sistemati al secondo piano, ed una seconda porta a battenti. La torre, innalzata su un filare di blocchi in basalto, è costruita per il resto interamente in conci squadrati d’arenaria che fino ad una altezza di m. 5,20 presentano una lavorazione a bugnato, utilizzata anche nei conci che inquadrano il fornice a tutto sesto dell’ingresso.

L’impianto architettonico si compone di due volumi sovrapposti; il corpo principale a base quadrata, alto 19 metri, è sovrastato da merli guelfi. Chiuso solamente su tre lati, tale corpo era ripartito in tre piani tramite tavolati lignei poggianti su travi. Al primo piano si aprivano due porte che mettevano in collegamento con il camminamento di ronda della muraglia e due feritoie. Altre tre feritoie, di cui una sul prospetto principale, si aprono al secondo piano. Il terzo piano costituisce infine la base per una torretta alta quasi dieci metri, con una rastremazione scandita da due lesene e sovrastata da tre merli guelfi per lato. Nella torretta trova posto una campana, posta sotto il marchesato di Antonio Cubello, eseguita nel 1430 da Bernardo Guardia, raro esempio in Sardegna di campana ad uso civico, che riporta ripetuta per 24 volte la salutazione angelica Ave Maria intervallata da piccoli tralci di rosa.

È del 1500 il primo documento che cita la torre denominandola Torre de Port’e Ponti, mentre nelle delibere comunali dei secoli XIX-XX è menzionata come Torre di San Cristoforo, da un retablo cinquecentesco del santo che un tempo era custodito al suo interno.

Informazioni sullo stato della conservazione

La Torre di San Cristoforo necessita di interventi urgenti per la sua conservazione che sono stati individuati durante diversi sopralluoghi tenutisi in loco con la competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna, con il Servizio Genio Civile della Sardegna e con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco che ha emesso apposito parere dello stato di urgenza dell’intervento.

Situazione degli impalcati: I solai in legno sono in uno stato di degrado come si evince anche da un esame visivo, che peggiora man mano che si sale di piano.

Scale e parapetti: Il legname delle scale è fortemente compromesso dalle infiltrazioni d’acqua e dagli insetti xilofagi. Allo stato attuale è necessario intervenire urgentemente per la rimozione completa degli impalcati e del legname in genere presente nella torre, compresi i parapetti e le scale anch’essi colpiti dagli insetti xilofagi. Attacchi localizzati degli insetti (nel caso delle scale e dei parapetti i condotti visibili in superficie paiono imputabili al capricorno) sono stati riscontrati in vari punti

Pericoli per la salute dovuta alla presenze dei piccioni: Oltre agli effetti dannosi delle infiltrazioni d’acqua ed agli attacchi degli insetti è notevole il danno causato dalla presenza massiccia dei piccioni, che trovano riparo e si riproducono negli spazi fra i travetti, nei gradini delle scale ed in ogni appoggio utile, ricoprendo in breve tempo le superfici orizzontali di un tappeto di guano che con la sua acidità contribuisce all’invecchiamento del legno.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Torre di San Cristoforo è visitabile solo esternamente.

Gli ambienti interni sono attualmente chiusi a causa della necessità dei lavori per la messa in sicurezza degli impalcati e delle scale.

Destinazione delle erogazioni liberali

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COSTO COMPLESSIVO 53,300.00 €

È indispensabile la sostituzione di tutti gli impalcati lignei e delle strutture che li sopportano. Si ritiene che si dovrebbe utilizzare un legno maggiormente indicato per uso in esterno e più resistente all’attacco di insetti e muffe rispetto ad una conifera. Disponendo l’uso di travi e tavolati in castagno, di prima scelta liberi da imperfezioni ed impurità, e risolvendo al meglio le problematiche inerenti le acque meteoriche ci si auspica di poter realizzare delle strutture che per lo meno abbiano una durata di 35 – 40 anni. La sostituzione degli impalcati esistenti avverrà con le medesime sezioni di travi e travetti esistenti attualmente, data l’impossibilità di intervenire sulle murature storiche con demolizioni oltre a quelle strettamente necessarie alle manovre per la messa in opera delle travi, che dai precedenti interventi sono rimaste distinguibili rispetto alla muratura originale perché murate a mattoni. E' stato verificato che la struttura più debole, ovvero quella dell’impalcato al primo piano, è sottodimensionata per un carico di esercizio considerato di 240 chilogrammi al metro quadrato oltre al peso proprio di travetti ed assito di 30 kg, mentre risulterebbe verificata con l’utilizzo di travetti della sezione 8 x 8 cm. L’ultimo impalcato, al terzo piano, sarà protetto da una pavimentazione in mattonelle di cotto eseguite a mano, su fondo in battuto di calcestruzzo armato con rete, posato su un doppio strato di telo impermeabile in tessuto non tessuto affinché le dilatazioni dei diversi materiali non inducano attrito fra le parti o abrasioni e soprattutto che sia garantita la protezione dall’acqua piovana del solaio in legno.

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COSTO COMPLESSIVO 37,800.00 €

Come già indicato le scale in legno ed i parapetti si trovano in una situazione di degrado tale per cui non si possano ritenere sicuri ed agibili. Sia i parapetti che le scale sono poi da ritenersi non sicuri per la conformazione stessa: entrambi hanno i parapetti realizzati in maniera tale che siano facilmente scavalcabili, con le stecche orizzontali. Si prevede il rifacimento di tutti i parapetti nei piani, nelle scale e nelle aperture per i camminamenti sopra le vecchie mura, con la struttura simile a quella attualmente esistente, alta 110 cm, ma con lo spazio delimitato dalla struttura perimetrale chiuso con stecche verticali dello spessore di 4 cm poste ad una distanza di 10 cm, realizzate in pino di Svezia. I nuovi parapetti saranno disposti nella stessa posizione di quelli attuali e con le stesse modalità, evitando di intervenire sulle murature. Per quanto riguarda le scale, saranno realizzate con lo stesso tipo di legname dei parapetti di cui sopra, e con la struttura analoga a quella delle scale che attualmente conducono dal primo al terzo impalcato. Ogni scala è composta da 32 gradini divisi in due rampe che poggiano, in corrispondenza del pianerottolo, su una incastellatura che evita l’incasso di elementi nella muratura. Le scale in progetto avranno il parapetto costituito da stecche verticali di sezione 10 x 2.5 cm distanziate di 10 cm fra loro e parapetto ad altezza di 100 cm dall’inizio del gradino. Il gradino realizzato in legno più duro rispetto alla struttura per resistere all’usura. Per quanto riguarda l’altezza libera al disopra della rampa, si intende evitare una situazione analoga a quella attuale, in cui sulle aperture nei solai è posto un cartello che richiama l’attenzione per evitare di sbattere con la testa sulle travi, ampliando l’apertura del tanto sufficiente ad avere almeno 185 cm liberi sul gradino.

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COSTO COMPLESSIVO 6,000.00 €

È necessario il rifacimento dell’abbaino in policarbonato che chiude il solaio al terzo livello evitando che l’acqua piovana giunga all’impalcato del secondo. L’ampliamento dell’apertura nel solaio renderà quello attuale inservibile e non è ipotizzabile il riadattamento. La nuova struttura sarà analoga all’attuale, realizzata con fogli di policarbonato trasparente e resistente ai raggi UV, antiurto ed antigraffio, con apertura su un lato e copertura curvilinea, fissata ad una cornice di bordo della nuova pavimentazione allo stesso modo che nello stato di fatto.

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COSTO COMPLESSIVO 3,200.00 €

La sigillatura in coccio pesto degli spalti fra la torretta e le merlature, eseguita almeno un decennio fa nel contesto del restauro delle murature, presenta numerose lesioni e soprattutto nella soluzione di continuità fra il piano orizzontale di questo materiale e la muratura in arenaria si sono creati dei vuoti (probabilmente per la disgregazione dell’arenaria) che permettono all’acqua di penetrare nella muratura e talvolta di giungere al solaio. È previsto il rifacimento a tutela dei nuovi impalcati e della stessa muratura, con rimozione dell’attuale e rifacimento con perfetta sigillatura dei giunti e disposizione di una scossalina nell’attacco tra l’alzata dello spalto ed il piano. La formazione delle pendenze avverrà in modo da evitare ristagni e percorsi tortuosi delle acque.

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COSTO COMPLESSIVO 6,600.00 €

Il vano della scala d’accesso a chiocciola, ricavato nello spessore della muratura ed in coincidenza di una feritoia laterale, ha la superficie intonacata in uno stato di degrado abbastanza avanzato per cui deve essere ripristinato per poter rendere fruibile il monumento. Si prevede quindi la demolizione dell’attuale intonaco ed il relativo rifacimento, e la pulizia e riverniciatura della scala a chiocciola. Inoltre si prevede lo smontaggio della porta provvisoria realizzata per evitare l’accesso dei piccioni nel vano scala ed il rifacimento di un portoncino in castagno, di semplice disegno, con in pannello superiore realizzato a griglia per permettere il passaggio della luce al vano scala.

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COSTO COMPLESSIVO 2,700.00 €

Per impedire l’accesso dei volatili che stanno compromettendo le condizioni di salute dei visitatori, oltre a rappresentare una condizione di degrado peri materiali stessi ai piccioni negli ambienti coperti o meglio semichiusi. Pur avendo condotto delle ricerche e consultato degli specialisti del settore per individuare quali potessero essere le misure più consone ad un intervento di protezione di un simile monumento, la risposta unanime è stata sempre quella di dover provvedere alla installazione di reti antivolatile. Gli stessi specialisti, evidentemente dietro esperienze maturate sul campo, sconsigliano di impiegare soluzioni come richiami dei rapaci o gli ultrasuoni. Alternative valide alle reti sono sicuramente i dissuasori a spillo e l’elettrificazione degli appoggi entrambi non consoni al caso in esame. Casi analoghi alla torre di Mariano sono stati risolti, dopo il fallimento di altri costosi metodi, con l’adozione delle reti, ad esempio la torre di San Niccolò in Oltrarno a Firenze. Dunque si prevede, ammesso il benestare della Soprintendenza ai B.A.P.S.A.E., l’installazione delle reti limitatamente alla protezione dei volumi compresi fra il primo ed il terzo livello della torre. Il montaggio dovrà avvenire in arretrato circa 40 cm rispetto al filo degli impalcati, alla profondità di installazione del parapetto ed al filo interno della prima trave, in modo da limitare l’impatto visivo. Per lo stesso motivo si dovrebbe utilizzare reti di colore nero in modo da non contrastare con l’oscurità dovuta all’ombra, per una vista dall’esterno. Il montaggio dovrà poi avvenire senza intaccare le strutture murarie con tasselli o zanche; utilizzando il supporto ligneo e tendendo dei sottili cavi tra gli impalcati. Negli spazi fra travetto e travetto, preferiti dai volatili per la nidificazione e lo stazionamento, delle travi di bordo si procederà invece con l’apposizione di tavolette che chiudano gli spazi.

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COSTO COMPLESSIVO 8,900.00 €

Fra gli interventi complementari ai lavori principali dei solai previsti si considera di eseguire piccole reintegrazioni murarie con materiali analoghi e consoni a quelli esistenti. L’intervento previsto sarà eseguito conformemente alle disposizioni dettate dalla vigente normativa in materia. A tal proposito il Comune di Oristano si impegna a rispettare le prescrizioni normative e le disposizioni emanate dalle competenti amministrazioni (es. competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna; Servizio Genio Civile della Sardegna, ecc.).

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COSTO COMPLESSIVO 37,000.00 €

Installazione ponteggio e allestimento cantiere video-sorvegliato e allarmato