I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

San Leucio è un esempio concreto di come i Borbone costruivano i nuovi borghi per sperimentare impianti industriali, basandosi sulla autonomia industriale. Il sito fu acquistato da Carlo di Borbone nel 1750, ma fu suo figlio Ferdinando a volere qui un grande setificio, i cui prodotti divennero famosi e richiesti in tutto il regno per l’alta qualità. Re Ferdinando IV trasformò quella che era una riserva di caccia in un modello di industria serica, che considerò il maggior sito di produzione del regno, tanto da trasferirsi qui per un periodo in modo da seguire da vicino i lavori. Il suo interesse specifico, più da imprenditore illuminato che da Re, era costruire un centro produttivo all’avanguardia che potesse divenire uno strumento per la crescita del Sud. Il sito iniziò a crescere e presto furono necessari lavori di ampliamento. Venne ristrutturato il Belvedere e realizzati la filanda, il filatoio e vari opifici. Ferdinando IV mise a disposizione degli artigiani i più recenti ritrovati tecnici e i più moderni macchinari, tra cui il filatoio ad acqua e il mangano a ruota idraulica azionati grazie all’acqua proveniente dall’acquedotto carolino.

All’interno del complesso monumentale, si trovano, oltre ai telai restaurati e ancora funzionanti, strumenti e attrezzi per la lavorazione della seta, una ruota idraulica per i torcitoi della stoffa. Oltre ai telai antichi e agli appartamenti reali, da non perdere il Casino reale del Belvedere. L’edificio è affrescato con scene allegoriche, mentre capolavoro indiscusso è il Bagno della Regina, impreziosito dalle opere di Philipp Hackert.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il progetto di Ferdinando non è soltanto di tipo economico, ma è un vero e proprio esperimento politico e sociale in cui il complesso del Belvedere di San Leucio è espressione architettonica.

In tal senso fin dall’epoca del restauro generale del Complesso, l’Amministrazione Comunale ha puntato, oltre al suo “recupero statico”, anche al “recupero funzionale”, per avviarlo ad un’effettiva utilizzazione che non lo “congelasse” come “museo di sé stesso” ma che lo facesse rivivere coerentemente con le destinazioni già individuate in epoca borbonica all’atto della sua originaria realizzazione.

Attualmente il complesso del Belvedere è composto dagli appartamenti delle Reali Maestà situati al primo piano e confinante con la fabbrica. Le stanze sono tutte arredate con mobili ed arredi d’epoca. Di particolare pregio è il Bagno Grande, cosiddetto “Bagno di Maria Carolina”, con i dipinti ad encausto realizzati da pittore Philipp Hackert secondo lo stile e le tecniche scoperte durante gli scavi di Pompei ed Ercolano.

L’ambiente più prezioso ma allo stesso tempo più degradato è proprio la stanza da bagno di Maria Carolina, situato al secondo piano del complesso, con una vasca ellittica centrale di dimensioni pari ad una piccola piscina, realizzata in marmo grigio di Mondragone. La parete est del bagno confina, materialmente sottoposta di diversi metri, con il terrapieno della collina: a questo principalmente prima di ogni altra causa è da imputare il degrado che interessa il locale.
Trattandosi di uno spazio confinato nel quale è presente un coefficiente di umidità risalente altissimo sarebbe stato molto utile assicurare una buona ventilazione dei locali in modo da non permettere al vapore acqueo di condensarsi sui punti freddi delle pareti, come è accaduto negli anni.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il Complesso monumentale del Real Belvedere di San Leucio è visitabile tutti i giorni della settimana escluso il martedì, secondo i seguenti orari: nel periodo invernale dalle 9.00 alle 18.00, nel periodo estivo dalle 9:30 alle 18:00. 

Altri giorni straordinari di chiusura sono: 1 gennaio; Pasqua (pomeriggio); Lunedì dell’Angelo; Ferragosto; 24 dicembre (pomeriggio); 25 dicembre; 31 dicembre (pomeriggio).

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 1.200.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Qualunque intervento di manutenzione o ripristino del “bagno” potrà ritenersi duraturo o almeno efficace solo a condizione che con opportuni presidi si riuscirà a sbarrare la via di acqua, che attualmente insiste sulle pareti dell'importante monumento. Ogni intervento di relativo restauro della parete est è da demandare ad un intervento generale, assolutamente non procrastinabile, che isoli il muro perimetrale dell'edificio del “bagno” o devi la falda. Ciò potrebbe salvare quanto ancora resta del decoro. Ogni altro intervento palliativo non potrebbe fare altro che aggravare lo stato presente apportando solo un trascurabile ritardo alla presente agonia del manufatto. I restauri delle altre pareti potranno avere una durata accettabile, dopo gli interventi di deumidificazione in atto, soltanto se saranno adottati tutti i presidi previsti per gli ambienti confinati. Ripresa cromatica: 1. Bisogna pertanto procedere ad un ripristino di intonazione del manufatto, senza ricorrere a rifacimenti da considerarsi comunque arbitrari. 2. Rintracciare e integrare gli scomparti geometrici e le riquadrature andate perse. 3. Ripristinare le stuccature delle vecchie lacune presenti e intonate secondo il colore dei riquadri adiacenti invece che a neutro come si presentavano anteriormente all'attuale ripristino. 4. Riprendere i finti marmi delle alzate dei gradoni della vasca. 5. Provvedere al ripristino cromatico con colori a tempera.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 95.500,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La proposta progettuale mira a promuovere l'identità visiva e la presenza on line del sito Unesco, attraverso un piano Marketing e di comunicazione che intende valorizzare l'accrescimento del livello di consapevolezza dell'importanza del sito nella popolazione e nei turisti.