I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il patrimonio culturale colpito dal terremoto del 24 agosto e dal successivo sciame sismico, incluso il terremoto del 30 ottobre, nell’Italia centrale  con l'ulteriore  è estremamente diffuso: sono oltre 13.000 i beni culturali censiti in questo territorio, tra beni immobili e mobili presenti in centri storici di prestigio, con un patrimonio edilizio molto interessante ma molto fragile. Fin dalle prime ore successive al sisma è stata attivata l’Unità di crisi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, guidata dal Segretariato Generale MiBACT che opera in stretto coordinamento con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e con il Comitato Operativo della Protezione Civile.  Attivate anche le unità di crisi Regionali del MiBACT di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che, d'intesa con gli istituti del Ministero e le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle aree coinvolte, si stanno occupando anche del deposito dei beni culturali mobili danneggiati o a rischio.

La mappatura dei beni con valore storico-artistico danneggiati nei Comuni del cratere appartenenti alle provincie di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, L'Aquila, Fermo e Macerata è tuttora in corso. Data però la finalità degli interventi si è ritenuto opportuno aprire  la raccolta fondi per consentire a chiunque voglia sostenere il recupero del patrimonio culturale pubblico danneggiato di effettuare la propria donazione. 

L'Art.17, comma 1, del D.L. 17 ottobre 2016, n. 189 “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016”, prevede una deroga per gli immobili di interesse culturale dedicati al culto situati nei comuni colpiti dal terremoto per le donazioni in favore della ricostruzione/restauro dei suddetti edifici sarà riconosciuto il credito d’imposta.

Dalla ricognizione effettuata da parte dei tecnici delle Unità  di crisi del MiBACT emerge un quadro di danni che coinvolge circa 5000 beni immobili di interesse culturale, prevalentemente afferenti ad enti ecclesiastici. Il MiBACT si è attivato tempestivamente con la messa in sicurezza di circa 20.0000 beni storico-artistici e archeologici mobili, 4500 metri lineari di beni archivistici e 10.000 volumi di beni librari che sono stati a tal fine recuperati dagli immobili danneggiati e collocati in depositi appositamente attrezzati e presso i quali verranno anche avviate le attività per il primo intervento di stabilizzazione su quelli danneggiati.

Nell'ambito della ricostruzione attuata dal Commissario del Governo per la Ricostruzione dei Territori interessati dal Sisma del 24 agosto 2016

(link http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/28/17A06456/sg; link ALLEGATO: http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=17A0645600100010110001&dgu=2017-09-28&art.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-28&art.codiceRedazionale=17A06456&art.num=1&art.tiposerie=SG

è previsto il contributo e/o il finanziamento completo degli interventi di ricostruzione, consolidamento e funzionalizzazione degli immobili che hanno avuto danni o incrementi di danni dagli ultimi eventi sismici.

In particolare le ordinanze n. 23 del 5.05.2017 e n. 32 del 22.06.2017 hanno già  finanziato interventi di messa in sicurezza per la riapertura al culto di 180 chiese mentre con l'Ordinanza n. 38 del 8/09/2017 è stato approvato il primo piano stralcio dei beni culturali.

In seno a tali piani saranno finanziati gli interventi di ricostruzione, riparazione e ripristino degli immobili demaniali o di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, formalmente dichiarati di interesse storico-artistico ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004), e degli edifici privati ad uso pubblico, ivi compresi strutture sanitarie e socio-sanitarie, archivi, musei, biblioteche e chiese, che a tale fine sono equiparati agli immobili di cui all'articolo 14, comma 1, lett. a) del decreto legge n. 189/2016.

In particolare, il primo piano stralcio finanzia 104 edifici, prevalentemente chiese e cattedrali, individuati dal Commissario d'intesa con il MiBACT e la Conferenza Episcopale Italiana, tra quelli con maggiore rappresentatività in termini di importanza sociale e di culto nel contesto socio-economico e diocesano, maggiore rilevanza culturale sia in termini architettonici che di patrimonio culturale in essi contenuto, eventuale presenza di interventi di messa in sicurezza già effettuati.

Informazioni sullo stato della conservazione

In corso di verifica

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Non applicabile

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 1.000.000,00 €

 slide

DESCRIZIONE INTERVENTO

Tenuto conto di quanto sopra evidenziato e considerato che in tale contesto normativo e programmatorio gli interventi avviati dal MiBACT direttamente riguardano al momento soltanto la stabilizzazione dei danni del patrimonio culturale mobile, si ritiene strategicamente rilevante, anche per ottimizzare il circuito finanziario, prevedere l'utilizzo dei fondi derivanti dalle donazioni attraverso il portale di Art Bonus, ivi compresi quelli già raccolti fino ad ora, per il restauro dei beni mobili attualmente collocati presso i depositi attivati per l'emergenza in ciascuna regione: Cittaducale e Rieti (Lazio), Spoleto (Umbria), Ancona, Ascoli Piceno (Marche).

Il progetto prevede in particolare il restauro dei beni mobili danneggiati recuperati nelle chiese già inserite nei piani di ricostruzione e che potranno quindi avere i beni restaurati una volta terminati i lavori di consolidamento e ricostruzione dell'immobile, per garantire una completa restituzione alla collettività delle chiese comprensive di tutte le opere in esse presenti al momento del sisma.

La vastità della proposta progettuale impone di procedere per “stralci esecutivi”, primo fra i quali:

Restauro dei beni archeologici del Museo Nazionale di Campli (TE): Il progetto di riparazione dei reperti danneggiati riguarda dodici teche per un importo complessivo quantificato in euro 10 000 (diecimila)