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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Nel 1622 il territorio di Campomaggiore, privo di feudatari, fu concesso da re Filippo IV a Carlo Rendina con il titolo di Conte, imponendo a questo di far abitare il feudo. L’atto di fondazione del paese risale al 30 dicembre 1741 e fu sottoscritto, davanti al primo “palazzo baronale”,  dai rappresentanti della famiglia Rendina e da 17 famiglie di coloni che già vivevano nel territorio del feudo. A tutti gli abitanti erano riconosciuti un lotto di venti palmi per la costruzione di un’abitazione e dei terreni da coltivare. Il fondatore, Don Carlo Rendina, fece erigere la prima cappella subito dopo l’acquisto del feudo. 

Negli ultimi anni del XVIII, sotto la guida del conte Teodoro Rendina  (nipote del conte Carlo Rendina), venne sviluppato il progetto di ristrutturazione del paese, affidato al giovane architetto Giovanni Patturelli, affinchè venisse regolato il crescente ma disordinato sviluppo urbano di Campomaggiore. Ne derivò un impianto a scacchiera, con le case disposte lungo i principali assi stradali, con strade larghe che confluiscono in Piazza dei Voti e Piazza Rendina, nuovo centro urbano dove si affacciano il Palazzo, residenza dei conti con rimando all’architettura fortificata, la chiesa di Maria SS. del Carmelo, di impianto neoclassico  a due navate, con l’attigua canonica, la sede del Municipio e della Caserma dei carabinieri Reali.

Va segnalata la presenza, un tempo, di un Orto-giardino: la famiglia Rendina se ne era fatto costruire uno attiguo al palazzo, delimitato da un muro perimetrale. Un giardino-orto botanico di cui oggi si conservano un pino domestico e una sequoia impiantati da Gioacchino Cutinelli Rendina nella seconda metà del XIX secolo, coltivato parte ad orto, uliveto e vigneto.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il sito è in stato di abbandono da due secoli, a seguito della rovinosa frana; vegetazione infestante e rovi hanno avuto il sopravvento. Resta leggibile l'interessante impianto urbanistico generale, derivante dal progetto urbanistico Patturelli, raro esempio di Città di Fondazione con intenti utopici: le diverse fasi edificatorie sono ancora distinguibili, con emergenze architettoniche (il Palazzo, la Chiesa, il Municipio, la Caserma, il Forno comune, il Frantoio comune, etc) e la maglia a scacchiera delle casette contadine. Il sito offre altresì la suggestione del sito di Rovine, inserito in un paesaggio naturale sorprendente, con i versanti circostanti a bosco.

Le architetture allo stato di rudere sono delle strutture particolarmente delicate, proprio perché mutile (prive di solai lignei e coperture). Questa condizione comporta una minore resistenza dei materiali all’aggressione degli agenti atmosferici, che si incrementa per le strutture dissotterrate.  I degradi riscontrati in sito sono: crolli locali e cedimenti in alcuni ruderi; danneggiamento delle creste murarie, prive di uno strato protettivo sulla sommità; caduta di parti della muratura; erosione diffusa dei giunti di malta e erosione di alcuni elementi lapidei.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Lo strumento di tutela e che si è voluto  mettere in atto per far “rivivere” Campomaggiore vecchio è la messa in sicurezza dell'interp borgo e la creazione, all’interno delle Rovine, di un PARCO GIARDINO ARCHEOLOGICO, con la volontà di individuare nella fruizione turistica lo strumento in grado di garantire la manutenzione e conservazione del sito. 

Sarà possibile visitare il borgo "Città dell'Utopia" e rivivere la storia dei Conti Rendina e delle generazioni che hanno vissuto questo luogo, nonchè godere del paesaggio naturale circostante e dei giardini ricavati all'interno delle antiche case.

Il progetto prevede anche di recuperare l'antico orto botanico dei Conti Rendina.

Attualmente il sito è aperto alla visita negli orari indicati sul sito istituzionale, oltre che con prenotazione da parte di gruppi organizzati.

Il sito è altresì utilizzato come location di eventi, matrimoni, spettacoli teatrali, visite didattiche da parte di scolaresche.

Destinazione delle erogazioni liberali

RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 4,000,000.00 €

L'intervento di RESTAURO delle antiche rovine di Campomaggiore Vecchio, raro esempio di città di fondazione, interamente abbandonato nell'Ottocento a seguito di una frana, riguarda operazioni necessarie alla salvaguardia e tutela del bene, quali la messa in sicurezza delle strutture murarie, la protezione delle creste murarie per contrastare i fenomeni di degrado in atto, il consolidamento delle antiche casette in pietra e il restauro degli elementi architettonici e decorativi a noi pervenuti, quali partizioni murarie a vista, antiche strade in basolato, elementi costituenti le case dei contadini (focolare, nicchie votive, cisterne nel sottosuolo per la raccolta dell'acqua piovana. L'antico borgo, ora ricoperto da rovi e detriti da frana, potrà essere nuovamente visitabile e svelare il suo particolare impianto urbanistico e architettonico di pregio, oltreche nuovi dettagli che stanno venendo in luce durante il cantiere di restauro.